Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, al centro del caso sul trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. Una testimonianza destinata a pesare è quella di Francesco Farinaceo, coordinatore infermieristico presente in sala operatoria il 23 dicembre, giorno dell’intervento. Ad anticipare la notizia è Il Mattino.
I dubbi sui tempi dell’intervento
Nel corso della deposizione davanti ai magistrati, Farinaceo ha ricostruito con precisione i momenti cruciali dell’operazione, mettendo in discussione la versione ufficiale. Secondo il caposala, il clampaggio dell’aorta, avvenuto alle 14:18, sarebbe stato effettuato quando i medici dell’équipe proveniente da Bolzano non erano ancora arrivati in ospedale. Un elemento che, se confermato, potrebbe avere un peso determinante nelle indagini, già concentrate sul rispetto dei protocolli e sulla gestione dei tempi chirurgici.
Il cuore arrivato “congelato”
Altro passaggio centrale riguarda l’arrivo dell’organo destinato al trapianto. Farinaceo racconta di aver ritirato personalmente la box termica contenente il cuore e di aver riscontrato subito anomalie. “All’apertura era un blocco di ghiaccio”, ha spiegato, sottolineando che il contenitore risultava incastrato e che sono stati necessari 15-20 minuti per liberare l’organo. Una condizione che, secondo quanto riferito, avrebbe compromesso la funzionalità del cuore.
Le tensioni in sala operatoria
Durante l’intervento sarebbero emerse anche tensioni tra i medici. In particolare, Farinaceo ha riferito di una richiesta avanzata dall’anestesista per effettuare la cardioplegia, pratica che consente di operare su un cuore fermo, ma che sarebbe stata respinta dal chirurgo. Un passaggio che potrebbe contribuire a chiarire le decisioni cliniche prese durante le fasi più delicate dell’operazione.
Il video e la copia forense
Intanto, la Procura ha disposto la copia forense del cellulare della perfusionista, autrice di un video dell’espianto del cuore. Le immagini potrebbero rivelarsi decisive per stabilire l’esatta sequenza temporale degli eventi. Secondo la difesa, il filmato mostrerebbe il cuore ancora pulsante al momento dell’espianto, elemento ritenuto fondamentale per contestare alcune accuse.
Indagini e accuse di falso
L’inchiesta vede coinvolti il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni, per i quali è stata avanzata richiesta di interdizione con l’accusa di falso in relazione alla ricostruzione dei tempi dell’intervento. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, puntano a fare piena luce su quanto accaduto tra Napoli e Bolzano, in una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.







