napoli terzo mondo d'Europa

Secondo i francesi Napoli è il terzo mondo d’Europa. Un articolo de Le Figaro distrugge l’immagine stereotipata della capitale del Sud che ancora seduce il turismo d’Oltrelpe. Non è sole, pizza e mandolino. E in realtà non è neanche la Gomorra raccontata da cinema e da serie tv. Il reportage firmato da Valèrie Segond elenca i problemi che bloccano la città e ne imprigionano le potenzialità. Il tunnel della Vittoria, Bagnoli e i suoi trent’anni di promesse, il traffico nelle strade, il degrado, il verde abbandonato. “Mentre tutte le città d’Europa si trasformano – si legge nel pezzo -, Napoli resta arroccata ai suoi cliché, che sono anche il suo fascino”.

Napoli è il “terzo mondo d’Europa”

Il quotidiano francese offre un quadro impietoso della più popolosa tra le città del Mezzogiorno d’Italia e indica in Gaetano Manfredi l’uomo accolto da tutti come il possibile “salvatore”. Una delle poche note positive, oltre alla crescita del turismo, è la nascita nel 2016 del polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio, l’Apple Accademy che ospita un migliaio di sviluppatori di app e servizi hi-tech. Una goccia nell’oceano, però, perché la vita quotidiana per i residenti è un inferno. I servizi comunali sono inefficienti, i trasporti funzionano a singhiozzo, la macchina amministrativa arranca per mancanza di organico e le casse municipali sono schiacciate dai debiti. “Una povertà dei servizi— che ha raccontato a Le Figaro il direttore del Corriere del Mezzogiorno , Enzo d’Errico — ha innanzi tutto penalizzato gli indigenti, che non possono permettersi di ricorrere a servizi privati”.

Le Figaro non lascia spazio a molte speranze di riscatto. Nelle contraddizioni di Napoli c’è anche il suo fascino. L’unica strada per uscire dall’impasse storico in cui si trova e che penalizza soprattutto le nuove generazioni è rimboccarsi le maniche e confidare nell’aiuto del Governo centrale. “Noi abbiamo scelto di raccontare Napoli proprio perché immaginavamo che la vittoria sarebbe stata immediata e schiacciante – ha osservato a Il Corriere del Mezzogiorno la giornalista – perché Napoli è una città di riferimento per tanti francesi che ci vivono e la scelgono per i propri viaggi. La cronaca di quei giorni è un punto di partenza per decifrare il presente e mettere a fuoco le priorità, le emergenze, i punti critici ma anche per sottolineare la grandezza di una città, che fa innanzi tutto riferimento allo sviluppo tecnologico. Voi avete una piccola Silicon Valley, autentiche eccellenze”.

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