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Droga e telefoni nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, il Riesame salva 35 indagati

Droga e telefoni nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, il Riesame salva 35 indagati

Sono 35 le persone indagate, a vario titolo, per la presunta introduzione di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’inchiesta coinvolge detenuti, oltre a familiari e amici che avrebbero favorito l’ingresso del materiale illecito nella casa circondariale.

Richieste di misure cautelari rigettate

I pubblici ministeri della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, le dottoresse Gaudino e Condello, avevano richiesto misure cautelari per tutti e 35 gli indagati: 15 arresti in carcere, 10 ai domiciliari e, per gli altri, obblighi o divieti di dimora. Il Giudice per le indagini preliminari, però, aveva rigettato la richiesta.

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Il Tribunale del Riesame chiude la vicenda cautelare

A seguito del rigetto, la Procura aveva presentato appello al Tribunale del Riesame di Napoli. Nei giorni scorsi, però, il collegio ha dichiarato inammissibile il ricorso, accogliendo le argomentazioni difensive degli avvocati Nunzia Della Corte, Luigi Poziello, Domenico Dello Iacono e Pietro Conte, mettendo così la parola fine alla vicenda cautelare.

Intercettazioni, cimici e telecamere nell’inchiesta

Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, oltre all’installazione di cimici ambientali e telecamere all’interno del carcere, strumenti che hanno consentito agli inquirenti di ricostruire i presunti canali di introduzione di droga e cellulari.

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