Marano. Sequestrati beni per 500mila euro – tra società di costruzione e una scuola –  a due imprenditori edili di Marano, precedentemente condannati poiché avevano preso parte al clan Polverino.

Camorra, sequestrati beni per 500mila euro a due imprenditori di Marano: c’è anche una scuola

Stamattina la Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione -, su proposta del Procuratore della Repubblica di Napoli, nei confronti dei due imprenditori.

Gli accertamenti patrimoniali svolti dalla DIA, delegati dalla Procura della Repubblica di Napoli, sull’intera famiglia, sono stati avviati a seguito di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette che hanno consentito di individuare beni in denaro non ancora oggetto di misure patrimoniali definitive.

E dei figli, successivamente condannati con sentenze irrevocabili perché ritenuti responsabili di aver partecipato dal 1990 fino al 2008 al clan Polverino. Nel giugno del 2020 il Tribunale di Napoli, su richiesta del Procuratore della Repubblica, ha emesso un primo decreto di sequestro di prevenzione che ha riguardato il patrimonio accumulato dalla famiglia imprenditoriale per un valore stimato in 10 milioni di euro.

I beni oggetto della misura ablativa patrimoniale hanno riguardato diversi immobili, tra cui anche una scuola e le società di costruzione utilizzate dagli stessi per commettere i reati contestati.

L’odierno decreto di sequestro integra la misura adottata già il 1 giugno del 2020 ed è stato richiesto con urgenza dal Procuratore della Repubblica di Napoli, tenuto conto degli accertamenti svolti dalla DIA che hanno individuato somme di denaro, suddivise in fondi di investimento, azioni, conti correnti e quote intestate ai predetti imprenditori, per un valore di quasi 500.000 euro, accumulati nello stesso periodo in cui è documentata la loro adesione al sodalizio camorristico.

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