Al via le domanda per il bonus acqua. Si tratta di un’agevolazione introdotta dal Governo per ridurre la spesa per il servizio idrico di tutte quelle famiglie che si trovano in una condizione di disagio economico e sociale. Spetta, ricorda studiocataldi.it, anche ai titolari di reddito o pensione di cittadinanza.

Bonus acqua 2022: cos’è

In sostanza, le famiglie sono esonerate dal pagamento di un quantitativo minimo di acqua a persona all’anno, stabilito nella misura di 50 litri giorno a persona, perché considerato come quantitativo corrispondente ai fabbisogni essenziali del singolo.

La tariffa agevolata però non è la stessa su tutto il territorio nazionale, per cui l’utente deve controllare sul sito del gestore il corrispettivo previsto per 18,25 metri cubi di acqua all’anno per persona per conoscere il valore del bonus.

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Requisiti

Gli utenti diretti (titolari di una fornitura ad uso domestico residente) e indiretti (che invece utilizza nella residenza un servizio di acquedotto condominiale) che hanno diritto al bonus acqua devono far parte di nuclei familiari con i seguenti indicatori di reddito ISEE:

– ISEE non superiore a 8.265 euro;

– ISEE non superiore a 20.000 euro con un minimo di 4 figli a carico;

– i titolari del Reddito di cittadinanza e di pensione di cittadinanza con ISEE non superiore a 8.265 euro.

Ai titolari del reddito e della pensione di cittadinanza è consentito beneficiare dei bonus energia, gas e acqua, purché il loro ISEE non superi la soglia degli 8.265 euro.

Domanda 

Per ottenere il bonus è necessario che ogni cittadino o nucleo familiare presenti la propria Dichiarazione Sostitutiva Unica, con decorrenza dal 2021, per ottenere l’attestazione dell’Isee utile per diverse prestazioni sociali.

Se dalla DSU emerge che il richiedente è in possesso dei requisiti richiesti per avere diritto al bonus, l’INPS invia i dati al SII (sistema informativo integrato che contiene informazioni utili a individuare le forniture e i gestori territorialmente competenti). L’incrocio di questi dati con quelli delle DSU consentono infatti ad Arera di erogare i bonus a chi ne ha diritto.

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