Beppe Grillo è indagato per traffico di influenze illecite per alcuni contratti pubblicitari sottoscritti dalla compagnia di navigazione Moby con il blog Beppegrillo.it, a cavallo tra il 2018 e il 2019.

Beppe Grillo indagato a Milano per i contratti con la Moby

La vicenda è emersa dopo alcuni sequestri e acquisizioni di documenti che il Nucleo di Polizia economico-tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha eseguito in una inchiesta sulla compagnia marittima che fa capo all’armatore Vincenzo Onorato, la Moby, anch’egli indagato.

L’accordo con la Beppegrillo.it nel 2018-2019 prevedeva un compenso di 120mila euro l’anno, per due anni, commissionando in cambio al blog di Grillo uno spot al mese e l’inserimento di messaggi pubblicitari, contenuti redazionali e interviste a “testimonial” della Moby da pubblicare anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Nel 2018  la Moby strinse un secondo accordo, stavolta con la Casaleggio Associati. La piattaforma di Davide Casaleggio (figlio dell’altro fondatore del Movimento5Stelle, Giancarlo) avrebbe dovuto curare, per un compenso teorico fino a 600.000 euro ma di 250.000 nel primo anno in caso di obiettivo raggiunto, la «stesura di un piano strategico e la gestione di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli stakeholder del settore marittimo sulla limitazione dei benefici fiscali del Registro Internazionale alle sole navi che imbarcano equipaggi italiani o comunitari», allo scopo di «sensibilizzare le istituzioni e raggiungere una community di un milione di persone».

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