Non si ferma la mobilitazione degli allevatori di bufale che da mesi sono impegnati in un duro braccio di ferro con la Regione Campania affinché venga modificato il piano di eradicazione della brucellosi e della tbc bufalina che ha portato all’abbattimento di oltre 140 mila bufale per il solo sospetto del virus.

Ieri sera i membri del Coordinamento unitario in difesa del patrimonio bufalino si sono riuniti in un simbolico corteo funebre con una corona per commemorare la morte della filiera ad Aversa.

E’ stata una marcia silenziosa. Preceduti da una banda funebre, Gli allevatori, insieme ai sindaci dei comuni della provincia di Caserta più colpiti, sono partiti dallo storico arco dell’annunziata arrivando sino in piazza Fontana, davanti al municipio, per un’assemblea pubblica. Qui in memoria delle 300 aziende chiuse è stato allestito un cimitero virtuale circondato da 33 sedie in rappresentanza delle altrettanto aziende che hanno ricevuto l’ordine di abbattimento totale delle stalle. Si tratta di allevamenti situati nei 4 comuni del casertano giudicati focolaio: Grazzanise, Santa Maria La fosse, Cancello Arnone e Castl Volturno). Di qui il nuovo appello a De Luca per una politica giudicata “salernocentrica”. “I fondi vengono trasferiti per il 41% a Salerno e solo per il 4% a Caserta – denuncia Gianni Fabris, presidente del comitato.  La manifestazione proseguirà il 13 luglio a Roma.

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