La Guardia di Finanza, su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli, ha eseguito un sequestro preventivo, anche per equivalente, per oltre 21 milioni di euro nell’ambito di un’indagine su un presunto sistema di frode fiscale e riciclaggio basato sull’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Complessivamente sono 31 gli indagati.
Napoli. Società fantasma e fatture false, sequestrati beni per oltre 21 milioni: 31 indagati
Secondo gli investigatori, il meccanismo avrebbe coinvolto società formalmente attive nel commercio di materiali ferrosi che, attraverso un sistema definito di “underground banking”, consentivano di trasformare bonifici in denaro contante. Le società “cartiere” emettevano fatture false, ricevevano i pagamenti tramite bonifico e trasferivano poi le somme su conti esteri, restituendo il denaro in contanti ai beneficiari al netto di una commissione. L’inchiesta stima trasferimenti verso l’estero per circa 134 milioni di euro. Le somme sarebbero finite principalmente in Germania (51 milioni), Irlanda (39 milioni), Cina (20 milioni), Danimarca (6 milioni) e in altri Paesi europei, tra cui Spagna, Lussemburgo, Bulgaria, Belgio e Paesi Bassi.
Le indagini sono partite alla fine del 2024 dopo l’analisi di operazioni finanziarie anomale sul conto corrente di un acconciatore napoletano. Gli accertamenti sono stati condotti dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza con il supporto dei Comandi provinciali di Napoli, Salerno, Caserta, Brescia, Ferrara, Benevento, Monza e Forlì-Cesena. La Procura precisa che il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.






