Quattro persone sono finite in carcere per l’omicidio di Campana Carmine, avvenuto a Giugliano nel 2010. I Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, gravemente indiziate dei reati di omicidio premeditato e di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico “Pagliuca”, attivo sul territorio di Pozzuoli.
Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), al termine di una complessa attività investigativa.
L’omicidio del 2010 a Giugliano
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero preso parte, in qualità di mandanti ed esecutori materiali, all’omicidio di Campana Carmine, avvenuto a Giugliano il 15 maggio 2010. La vittima, ritenuta vicina al gruppo criminale “Beneduce”, sarebbe stata colpita da numerosi colpi d’arma da fuoco al volto, in un agguato maturato – secondo l’accusa – nell’ambito della contrapposizione tra clan rivali per il controllo del territorio.
La matrice camorristica del delitto
L’omicidio, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato compiuto con l’obiettivo di rafforzare il predominio del clan Pagliuca nell’area flegrea, eliminando un esponente ritenuto riconducibile a un gruppo criminale antagonista. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini avrebbero consentito di delineare ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti, facendo emergere il contesto di criminalità organizzata di stampo camorristico in cui si inserisce il delitto.








