Una lista di commercianti da taglieggiare, dal ristoratore locale al rivenditore nel mercato ittico di Pozzuoli, con le somme che ciascuno di loro doveva versare a “il fantasma”. Nomi, quote, attività e ogni altro particolare utile all’organizzazione criminale era stato messo nero su bianco nelle pagine di un’agenda ritrovata dai Carabinieri all’interno del locale in cui Carlo Avallone si nascondeva per evitare il carcere.

Stamattina i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, nei confronti di Carlo Avallone, alias “il fantasma”, Marco Gelminno, detto “Spaghetto” e Massimiliano Ferri. Sono tutti accusati di estorsione, tentata estorsione in concorso e detenzione e porto illegale di armi, con le aggravanti delle finalità mafiose.

Pozzuoli, racket al mercato ittico: smantellata la banda del boss “fantasma”. I nomi

Le attività investigative, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno permesso di raccogliere gravi indizi a carico degli indagati in ordine a sei estorsioni in danno di titolari di attività di ristorazione, commercianti al dettaglio e rivenditori nel mercato ittico di Pozzuoli con richieste di somme di denaro tra gli 800 e 3000 euro, avanzate anche con l’uso di mitragliatrici e pistole.

Ricostruiti alcuni episodi estorsioni perpetrati, tra il mese di settembre e di dicembre 2017 dal gruppo criminale. Avallone, approfittando dell’assenza dei capi storici del clan Longobardi dal territorio, avrebbe messo in atto numerosi raid armati ed esplosione di colpi d’arma da fuoco (oltre 10 in soli tre mesi) nei confronti delle attività commerciali. Alla ricostruzione dei vari episodi hanno concorso le attività di intercettazione con i riscontri delle testimonianze rese dalle vittime.

L’agenda

Un elemento decisivo è stato il ritrovamento della cosiddetta “contabilità” contenuta all’interno di una sorta di agenda. Al suo interno erano indicati, con termini anche criptici, i commercianti da taglieggiare e le somme da pagare. L’agenda è stata rinvenuta all’interno del locale in cui Avallone si nascondeva per evitare l’esecuzione di altra misura cautelare.

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