Sono due settimane che l’area a Nord di Napoli registra contagi record. Per nostra fortuna, grazie ai vaccini, la situazione è sotto controllo negli ospedali. Perciò la cosa deve preoccuparci ma non spaventarci.

Numeri da focolai che rispecchiano ancora una volta, l’ennesima, un aspetto dei nostri territori da sempre ignorato dalle Autorità: l’assoluta mancanza di organi di controllo.

Covid e sicurezza, da noi regna il disordine

Il napolicentrismo dilagante degli ultimi cinquant’anni ha reso il capoluogo una città militarizzata lasciando la provincia sguarnita di tutto. O meglio quasi tutto, perché quando c’è qualcosa di sgradito a Napoli sanno bene dove posizionarlo.
Un’area, come la nostra, con un altissimo indice criminale e di disagio sociale non può essere lasciata sola. L’istituzione del tribunale di Napoli Nord ad Aversa (lasciamo perdere quest’altra sconfitta) non è bastata ad accedere i riflettori su i nostri problemi.
Non c’è un paese che abbia un nucleo di Polizia municipale con un organico decente. Città della grandezza di Giugliano hanno Prefetture, Questure, Tribunali, Comandi dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri. Noi a stento una compagnia dell’Arma, una Vice Questura sottodimensionata, un quarto dei caschi bianchi necessari e ora stiamo aspettando dopo anni l’istituzione di un distaccamento dei Vigili del Fuoco.
Non parliamo poi di zone come la fascia costiera dove le forze di Polizia sono praticamente assenti. La crescita demografica non ha coinciso purtroppo con la crescita delle strutture di controllo del territorio.
Non so quanto questo sia stato causa di “distrazione”, di “debolezza” della politica o di un vero e proprio piano strategico per rendere questa parte del napoletano “zona franca del crimine organizzato”.
Purtroppo però anche con il covid questa mancanza di mezzi è risultata palese e pericolosa. La sicurezza dei cittadini è stata per anni un grande tema di campagna elettorale ma non a Napoli Nord. Qui viviamo in una sorta di programmata anarchia del disordine.
Un domani, forse, i nostri politicanti si renderanno conto che far proliferare il degrado in una parte della propria provincia equivale a far crescere un cancro senza estirparlo per tempo.
Se si aspetta troppo poi non c’è più nulla da fare.
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