“Se Napoli viene commissariata, come città ci cappottiamo completamente”. Ecco cosa accadrà, secondo Luigi De Magistris, se il bilancio cittadino non sarà approvato. Il sindaco di Napoli è intervenuto questa mattina a Radio Crc. “Napoli in questo momento non potrebbe reggere nelle mani di un oscuro funzionario dello Stato, di un burocrate che penserebbe solo a muovere le carte la mattina e a non fare altro”, ha poi aggiunto.

Ipotesi commissariamento per Napoli, l’allarme di De Magistris

“È una certezza che viviamo tutti i giorni il fatto che ci siano alcuni, sia in Consiglio comunale che in Consiglio metropolitano, che non pensano all’interesse generale, ma soprattutto al particolare, a quello di sé stessi e del partito, andando poi contro la città o pezzi di città. Il mio auspicio, che fino ad ora ha avuto successo, è che questi siano la minoranza; se questi invece diventano la maggioranza dei consiglieri è un problema”. Dichiarazioni forti, queste rilasciate durante l’intervista. Il suo auspicio? Che “al di là degli schieramenti il consigliere risponda non solo alla propria coscienza, ma a quello che è il mandato degli elettori, e non credo che l’elettore dia il mandato per andare contro la città, contro i lavoratori, soprattutto in un momento storico come questo”.

Misure restrittive e camorra a Napoli

Il sindaco di Napoli poi commenta gli interessi della camorra in gioco: “Lo Stato doveva stare attento in questa fase a controllare il territorio, perché ci sono pezzi di territorio completamente desertificati. Se non c’è la presenza dello Stato che controlla il territorio, questo viene occupato dall’antistato, dalle stese, dalla camorra, dalle piazze di spaccio, e si annulla e affievolisce un lavoro enorme fatto negli ultimi anni dall’antimafia sociale, dai cittadini perbene, dalla cultura e dalla scuola”. Posizione, questa di De Magistris, espressa più volte nell’ultimo anno, soprattutto durante i suoi interventi domenicali a “Non è l’arena”, ospite di Massimo Giletti.

“Si sottovaluta – ha aggiunto infine il sindaco – che, mentre lo Stato continua ad arrancare su ristori e compensazioni, c’è una criminalità che non ha bisogno di decreti e ordinanze, arriva con facilità, senza burocrazia e con la faccia di chi ti sta aiutando, ma ti tiene in schiavitù con l’usura e condiziona le tue attività economiche fino ad accaparrarsele”.  E ancora: ”Questa non è una priorità nelle parole, negli atti e nelle azioni. C’è una sottovalutazione evidente e certe volte si assiste ad azioni di spettacolarizzazione una tantum che danno l’impressione di una presenza, ma sembra più un palliativo che un’efficacia costante. Poi c’è un’azione meticolosa e professionale delle forze dell’ordine e della magistratura che, nonostante le difficoltà, non si distraggono e non pensano a fare altro se non il loro lavoro. Ma bisogna investire di più, è un fatto di priorità. Uno Stato che non investe in sicurezza è debole e miope”.

Anna Maria Di Nunzio

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