San Gregorio Armeno svenduta ai cinesi. E’ questo il drammatico scenario che si sta prospettando per una delle strade storiche del centro storico di Napoli. A rivelarlo, in un’intervista rilasciata a Il Mattino, è Marco Ferrigno, uno dei più noti pastorai di Spaccanapoli.

Napoli, San Gregorio Armeno in crisi: arrivano offerte dai cinesi

“San Gregorio Armeno si trova oggi in uno stato di lentissima agonia, anzi è quasi già morta”. E’ questo il grido d’allarme lanciato da Ferrigno, proprio nei giorni in cui una delle strade più famose di Napoli dovrebbe pullulare di turisti in occasione delle festività natalizie. Nell’ultimo anno il fatturato dei commercianti della zona è calato del 90 %. Migliaia di pastori e di presepi rimasti inveduti giacciono nei magazzini da quando la tempesta Covid si è abbattuta anche su questo pezzo di strada.

Molti pastorai sono in difficoltà economiche. C’è chi ha accumulato debiti per sopravvivere. E c’è chi ha ricevuto persino offerte da cinesi che vogliono rivelarne l’attività. “Spero che non accadrà – spiega Ferrigno -, ma credo che sia possibile che qualcuno venda. Sono arrivate già cinque o sei offerte. Sarebbe comprensibile, del resto: chi non ha soldi e si vede arrivare un’offerta di 50mila euro in contanti potrebbe cedere, anche se la strada perderà la sua peculiarità natalizia”.

Oltre al danno la beffa: per i pastorai di San Gregorio lo Stato non ha previsto alcun tipo di ristoro. “Siamo rovinati – aggiunge Ferrigno – eppure al Governo non costava nulla stanziare 20mila euro a bottega”. Il 2020 è stato un anno nero per i bottegai della strada più famosa del centro storico partenopeo. Con la morte dei flussi turistici e la sospensione di eventi mondani (feste di laurea, cerimonie, matrimoni), nessuno dei commercianti è riuscito a rientrare con le spese. Ora si profila il rischio di fallimenti a catena e di una riconversione della zona a favore del commercio cinese.

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