Un gioco pericoloso tra amici. “Il gioco alla morte nell’acqua”. Sarebbe questo il probabile retroscena della tragedia che ha strappato alla vita la piccola Pasqualina D’Anna, la bimba di 11 anni morta ieri nella piscina “Quattro venti” a Ercolano.

Ercolano, morta Lina D’Anna: giocava “alla morte in acqua”

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, giunti sul posto, erano le 17 e 30 quando la bimba entra in acqua con una cuginetta e un cugino. Giocavano a fare i “finti morti”, cioè a mantenersi a galla sdraiati sul dorso. Qualcosa però è andato storto. All’improvviso la cuginetta si è accorta che Lina non respirava più. A quel punto è scattato l’allarme, i cugini hanno urlato chiedendo l’intervento dei bagnini.

I soccorritori si sono tuffati in acqua, hanno trascinato Lina a bordo vasca e hanno tentato le prime manovre di rianimazione in attesa dell’arrivo del 118. Per la bimba, purtroppo, non c’era niente da fare. Alle 19 è stato dichiarato il decesso. Successivamente sono sopraggiunti i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, che hanno interdetto l’accesso al complesso alberghiero mentre il pubblico ministero ha avviato le indagini del caso disponendo l’autopsia per accertare le cause della morte. Da una prima ipotesi, si sarebbe trattato di un malore o di una congestione.

I carabinieri stanno indagando anche attraverso i video delle telecamere di sorveglianza del complesso turistico. Un’ampia area all’ombra del Vesuvio in cui oltre a tre piscine c’è l’accesso al mare e l’annesso albergo, tradizionale punto di riferimento per le famiglie residenti nell’area vesuviana. «Giocavano alla morte nell’acqua ma Lina non si riprendeva più. I bambini hanno chiamato il bagnino. Non c’è stato nulla da fare. Siamo distrutti», ha dichiarato ai militari dell?Arma una zia di Pasqualina D’Anna. La notizia ha fatto rapidamente il giro dei social network, gettando nello sconforto amici e parenti.  Condoglianze sono arrivate in serata anche dal sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto.



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