Paranza dei bambini, si pente l’ex aspirante killer minorenne del clan Buonerba

Paranza dei bambini, si pente l’ex aspirante killer minorenne del clan Buonerba

Napoli. Minorenne ma già con un passato terribile alle spalle ed ora pronto a raccontare la scia di sangue e violenza della nuova camorra.  Si tratta di R.D.B., specchiettista del clan Buonerba ed ex aspirante killer del gruppo criminale reduce della guerra a quelli della paranza dei bambini. Adesso il ragazzo di via Oronzio Costa, la “strada della morte”, già con pesanti accuse dalla giustizia, ha deciso di pentirsi.

La baby sentinella ha deciso di lasciare Napoli ed entrare in un programma di protezione, sperando di riuscire a costruirsi un futuro migliore senza appostamenti, stese, e killer pronti ad eliminare ragazzi della sua età che imperversavano ai tempi della guerra con quelli degli Amirante-Brunetti-Giuliano-Sibillo, il cartello di Forcella guidato dal baby boss Emanuele Sibillo (ucciso a 17 anni). E c’è soprattutto quell’omicidio “chiave” da raccontare agli inquirenti.

Era la notte del 30 giugno del 2015, quando quelli della “paranza dei bambini” provarono l’ennesima incursione in via Costa, la strada della paura dove erano arroccati i nemici dei Buonerba. Emanuele Sibillo (in foto), all’epoca non ancora ventenne, come riporta Il Mattino doveva vendicare il ferimento di tre suoi affiliati, dopo una stesa andata male. Venne colpito alle spalle, ucciso al termine dell’inferno scatenato dal suo raid. Una vicenda in cui R.D.B. ha svolto un ruolo, secondo quanto confermato in questi mesi ai pm della Procura minorile. Un ruolo marginale, ma pur sempre operativo. Il suo racconto è già agli atti della Dda.

Il minorenne è accusato però anche di un altro omicidio. Secondo gli inquirenti, avrebbe svolto un’azione concreta anche nel corso di un altro delitto “eccellente”, quello di Salvatore D’Alpino, ucciso il 30 luglio del 2015, all’esterno di una pizzeria in zona Maddalena. Anche per l’agguato costato la vita a “’o brillante”, R.D.B. avrebbe svolto un contributo. Poi è sotto inchiesta per altri 3 tentati omicidi ed altre accuse di armi e fatti associativi. Vista la situazione, quindi, il ragazzo ha deciso di collaborare con la giustizia e dimenticare quegli anni di dolore.