Quarto, rivolta dei migranti nel centro d’accoglienza. Sequino: “Stanchi di subire questa prepotenza”

Quarto, rivolta dei migranti nel centro d’accoglienza. Sequino: “Stanchi di subire questa prepotenza”

Una protesta è stata attuata ieri dagli ottanta immigrati ospiti del centro di via Seitolla a Quarto, causa la mancata corresponsione dei pocket money. Gli extracomunitari hanno occupato l’intera sede per alcune ore, chiedendo anche, attraverso azioni dimostrative, di incontrare funzionari della prefettura. Sono intervenuti gli uomini del commissariato di Polizia di Pozzuoli e i carabinieri di Quarto. La protesta è rientrata nel pomeriggio, appena gli immigrati hanno ricevuto dalla Prefettura la comunicazione che i pagamenti degli arretrati arriveranno entro il 14 dicembre. Intanto, però, il responsabile della struttura ha dovuto fare la conta dei danni. Messi fuori uso dalla furia di alcuni manifestanti gli impianti idrici e di riscaldamento, danni vengono lamentati anche agli infissi e alle suppellettili.

“Ancora una volta lo Stato e’ stato messo sotto scacco da chi accogliamo, curiamo e paghiamo. In Italia ci sono migliaia di lavoratori che non ricevono stipendi da mesi, ma che giustamente e civilmente continuano a lavorare con dignità. A Quarto, invece, 80 migranti ospitatati in un Centro di Accoglienza non appena i pagamenti per la diaria giornaliera che “devolviamo” non arrivano succede un putiferio, che nel migliore dei casi finisce con materiali distrutti e decine di poliziotti e carabinieri tolti dal controllo del territorio per sedare, invece, la protesta. Siamo stanchi di subire in casa nostra la prepotenza di chi dice di scappare dalla guerra, ma che poi la guerra la vuole fare in casa nostra”. Queste le parole dei coordinatore provinciale “Noi con Salvini” Napoli Biagio Sequino.

A parlare del caso anche Rosanna Ruscito, responsabile regionale Dipartimento Immigrazione del Movimento di Salvini: “Vorrei ricordare che questo enorme flusso di immigrati va ad inserirsi in un contesto socio- economico penalizzato da una profonda crisi, da disoccupazione e tagli al welfare per i cittadini e questi sono elementi che stridono in modo intollerabile con tutto quanto viene invece garantito per l’accoglienza di queste persone”.