La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva l’ergastolo per Pinotto Iacomino, l’uomo accusato di aver ucciso la moglie Ornella Pinto nel marzo del 2021 a Napoli. La decisione rende irrevocabile la condanna per il femminicidio dell’insegnante di sostegno, assassinata nella casa in cui viveva con il marito mentre il loro figlio piccolo dormiva in un’altra stanza.
Il corpo della donna fu trovato all’alba del 3 marzo nell’abitazione coniugale. Poche ore dopo Iacomino si costituì a Montegabbione, in provincia di Terni, parlando di un omicidio avvenuto al termine di una lite. Le indagini hanno però ricostruito uno scenario diverso: Ornella Pinto sarebbe stata colpita nel sonno con almeno tredici coltellate e senza alcun segno di difesa.
Nel maggio 2022 la Corte d’Assise di Napoli aveva condannato l’uomo all’ergastolo riconoscendo premeditazione, crudeltà e il vincolo di convivenza. Sentenza confermata in appello nel gennaio 2024 e ora resa definitiva dalla Cassazione.

Il figlio della coppia, che all’epoca aveva quattro anni, è stato affidato alla zia Stefania Pinto, oggi sua tutrice. La Fondazione Polis e gli avvocati di parte civile hanno sostenuto la richiesta di ergastolo, enfatizzando la brutalità del gesto. Il caso è diventato uno dei simboli della lotta contro i femminicidi in Campania.






