È un documento clinico durissimo quello redatto dagli specialisti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma sul caso del piccolo Tommaso, il bambino di due anni e tre mesi ricoverato al Monaldi di Napoli da oltre 55 giorni e mantenuto in coma farmacologico dopo il fallimento di un trapianto di cuore.
Il parere, richiesto sia dall’ospedale napoletano sia dalla famiglia, valuta in modo estremamente critico la possibilità di un ritrapianto cardiaco, ritenuto al momento non praticabile a causa di un quadro clinico definito dagli esperti «altamente sfavorevole».
Monaldi, peggiorano le condizioni del piccolo Tommaso: compromessi anche altri organi
Nelle conclusioni del documento, firmato dai cardiochirurghi e specialisti in trapiantologia del Bambino Gesù, viene evidenziata la presenza di controindicazioni gravi: un’emorragia cerebrale recente, un’infezione in atto e una serie di condizioni sistemiche incompatibili con un trapianto urgente o combinato. Elementi che, secondo i medici, rendono il rischio di un nuovo intervento estremamente elevato, con una prognosi considerata negativa.
Le criticità neurologiche e infettive
Particolare preoccupazione emerge dal quadro neurologico del bambino. Gli specialisti segnalano l’assenza di una completa valutazione neurologica e la presenza di un sanguinamento intracranico, condizione che rappresenta una controindicazione maggiore a un trapianto d’urgenza. A questo si aggiunge il sospetto di una infezione da Pseudomonas aeruginosa, che, se non pienamente controllata, aumenterebbe in modo significativo il rischio di mortalità post-operatoria, soprattutto in un contesto di immunosoppressione intensa.
Insufficienza multiorgano
Il quadro clinico è ulteriormente aggravato da una insufficienza multiorgano: renale, con necessità di dialisi; epatica, con elevato rischio di sanguinamenti e sepsi; e respiratoria, compatibile con una polmonite severa. Tutti fattori che rendono l’eventuale intervento chirurgico altamente critico.
La speranza non si spegne
Nonostante il parere negativo, la famiglia del piccolo Tommaso non si arrende. Attraverso il proprio legale, ha avviato contatti con alcuni dei più importanti centri pediatrici europei, specializzati in ECMO prolungata e ritrapianti pediatrici, tra cui strutture di Londra, Parigi, Berlino e Utrecht, nella speranza di ottenere una nuova valutazione.
Caso Monaldi, trapianto pediatrico con cuore danneggiato: sospesi due chirurghi







