Undici persone sono finite in carcere per il sequestro e le violenze ai danni di un commerciante di auto e orologi di lusso, avvenuti lo scorso maggio nel casertano, lungo la strada tra San Prisco e Santa Maria Capua Vetere. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina e lesioni personali. Contestate anche le aggravanti dell’utilizzo di armi e del metodo mafioso.
La vittima seguita, sequestrata e portata in un luogo isolato
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Caserta, nella prima decade di maggio il commerciante sarebbe stato seguito da un gruppo criminale, poi sequestrato e rapinato. La vittima, attiva nel settore delle auto e degli orologi di lusso, sarebbe stata condotta in un luogo isolato.
Qui, secondo l’accusa, sarebbe stata violentemente picchiata e minacciata da alcuni degli indagati, in parte con il volto coperto. Le modalità dell’azione, secondo gli inquirenti, sarebbero riconducibili a dinamiche tipiche della camorra, con l’obiettivo di ottenere un profitto di diverse centinaia di migliaia di euro.
Soldi, orologio di lusso e chiavi di auto extralusso
Durante il raid, il commerciante è stato privato di una consistente somma di denaro contante, di un orologio di lusso e di un borsello contenente le chiavi di diverse autovetture extralusso custodite nella sua concessionaria.
Le indagini hanno consentito di ricostruire il ruolo dei presunti componenti del gruppo e i collegamenti con ambienti criminali attivi tra le province di Caserta e Napoli.
Minacce dal carcere tramite videochiamate
Nel provvedimento cautelare rientrano anche due soggetti già detenuti per altra causa. Secondo gli investigatori, avrebbero svolto il ruolo di intermediari tra la vittima e gli estorsori. In particolare, attraverso una serie di videochiamate effettuate dal carcere, avrebbero minacciato più volte la persona offesa per costringerla al pagamento della somma richiesta.
Il possibile legame con ambienti vicini ai Casalesi
Dagli accertamenti è emerso che il commerciante sarebbe stato inizialmente “avvicinato” da persone ritenute vicine a esponenti di primo piano del clan dei Casalesi. Dopo l’arresto di questi ultimi, sarebbero entrati in azione altri soggetti riconducibili al contesto camorristico dei comuni di Recale e Curti.
Nove degli undici destinatari della misura cautelare erano già stati arrestati lo scorso 8 giugno dalla Squadra Mobile di Caserta, in esecuzione di un fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il fermo era stato poi convalidato dai gip competenti, con ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati e trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli.







