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Giugliano, insulti sui social contro la Polizia Municipale: denunciate tre persone per diffamazione

Giugliano, insulti sui social contro la Polizia Municipale: denunciate tre persone per diffamazione

Tre persone sono state denunciate per diffamazione aggravata a mezzo stampa dopo aver pubblicato commenti offensivi contro la Polizia Municipale di Giugliano sui social network. L’episodio è nato a seguito della pubblicazione di un articolo giornalistico relativo alla sosta irregolare in Corso Campano, che aveva generato numerosi commenti online.

Commenti offensivi intercettati sui social

All’interno della chat collegata a un noto social network, gli operatori del Comando di Polizia Municipale hanno individuato tre commenti ritenuti gravemente lesivi e offensivi nei confronti del Corpo e dei suoi appartenenti. Tra gli autori figurano una donna di 51 anni residente a Giugliano, un uomo di 60 anni anch’egli giuglianese e un 70enne di Acerra.

Identificati grazie alle indagini

Grazie a un’attività investigativa immediata, basata sulla comparazione delle immagini e delle banche dati disponibili, i tre soggetti sono stati individuati e convocati presso il Comando per ragioni di giustizia. Qui sono stati formalmente identificati ed hanno eletto domicilio.

Denuncia per diffamazione aggravata

I tre sono stati deferiti in concorso all’Autorità Giudiziaria per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. La pena prevista dal codice penale va dalla reclusione da sei mesi a tre anni o, in alternativa, una multa non inferiore a 516 euro. Potrebbe inoltre configurarsi l’ulteriore aggravante per aver arrecato offesa a un Corpo di Polizia Municipale, come previsto dall’articolo 595 comma 4 del codice penale.

Il richiamo al rispetto sul web

Dal Comando arriva anche un richiamo al senso di responsabilità nell’uso dei social network: il diritto di critica e di opinione è legittimo, ma deve sempre essere esercitato nel rispetto delle persone e delle istituzioni. Gli insulti e le offese personali, soprattutto se protetti da un presunto anonimato, possono comportare conseguenze penali.

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