Blitz contro il clan Puca a Sant’Antimo. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti, di cui 3 già ristretti per altra causa.

Sono gravemente indiziati a vario titolo di “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, “corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio”, “danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità”, “favoreggiamento personale”, delitti tutti aggravati dal “metodo e dalle finalità mafiose”.

Sant’Antimo, colpo al clan Puca: sei arresti

Uno degli indagati è un dipendente di una ditta fornitrice per la Procura della repubblica di Napoli di servizi e strumentazioni di intercettazioni. Secondo la Procura, con l’aiuto di un ex appartenente alle Forze dell’Ordine, avrebbe “sabotato” le microspie installate presso le abitazioni o le auto degli affiliati al clan Puca. In questo modo li avrebbe aiutati a eludere le indagini sull’associazione camorristica a cui appartengono.

Inoltre, uno degli arrestati avrebbe materialmente danneggiato una telecamera di sorveglianza installata, per fini investigativi, dai carabinieri nei pressi dell’abitazione di Pasquale Puca, alias o’ minorenn, indiscusso capo dell’omonimo clan. Tra i soggetti colpiti da provvedimento cautelare ci sono quattro esponenti di primo piano della cosca egemone a Sant’Antimo.

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