giochi della morte cellulari

E’ scattato l’allarme di tantissimi genitori dopo l’episodio del bimbo di 11 anni morto suicida a Napoli, probabilmente vittima di un gioco horror comparso sul suo cellulare a causa di alcune catene virali.

Ci sono diversi personaggi dietro i quali si nascondono adulti o coetanei che inducono i più piccoli a compiere gesti violenti o autolesivi, tramite sfide social, dove spesso si arriva anche al suicidio.

I personaggi delle sfide horror

Tra i tanti personaggi che spiccano di più in rete, oltre a Jonathan Galindo, ci sono anche Slender Man e Momo. 

Chi è Jonathan Galindo

Adesca i bambini chiedendo loro l’amicizia sui social e poi li spinge al suicidio. Jonathan Galindo non esite, non è una persona reale, ma è il nome di profili social che inviano richieste su Facebook, Instagram o TikTok chiedendo agli utenti più piccoli di poter giocare insieme.

Ma quello che fa è tutt’altro che un gioco. Ha una faccia da pupazzo che ricorda il personaggio Disney di Pippo e sembra innocente, ma quello che si cela dietro il suo volto sta mettendo in allarme e in qualche modo potrebbe essere riconducibile alla morte di un bambino di 11 anni che nella notte si è lanciato dal decimo piano di un palazzo a Napoli.

Chi è Momo

“Momo”, in realtà non ha niente a che vedere con la Momo Challenge. Quella ragazza con gli occhi sporgenti, i capelli unti e i vestiti stracciati è una scultura che Keisuke Aisawa ha prodotto per Link Factory, una casa di produzione Giapponese che si occupa di effetti speciali per il cinema.

La “Momo Challange”, invece, è una combinazione tra l’episodio di Black Mirror “Shut Up and Dance” e la Blue Whale. Momo “colpisce” i più giovani chiedendo di inviare dei messaggi a un numero Whatsapp, numero che risponde con le istruzioni per completare una serie di compiti bizzarri e pericolosi: guardare un film horror e farsi del male, fino ad arrivare a al suicidio.

Chi è Slender Man

Lo Slender Man (uomo snello) o Slender, è un personaggio immaginario protagonista di racconti dell’orrore del genere creepypasta e di videogiochi, nato e diffusosi come un fenomeno di Internet.

Venne creato nel 2009 da Erik Knudsen, noto col nome d’arte di Victor Surge, per un concorso fotografico sul sito Something Awful. E’ stato oggetto anche di un caso di cronaca, l’Accoltellamento di “Slender Man”.

La storia

Le dodicenni Anissa Weier e Morgan Geyser, il 31 maggio 2014, nella città di Waukesha, nel Wisconsin, accoltellarono la loro coetanea Payton Leutner per 19 volte, in una zona boschiva, cercando di compiacere Slender Man, uno dei personaggi di creepypasta più famosi.

Dopo l’aggressione la vittima fu abbandonata nel bosco in quanto le due attentatrici erano convinte che sarebbe morta in poco tempo. Invece Payton, nonostante le condizioni in cui versava, riuscì a trovare e percorrere una strada, dove incontrò un ciclista, il quale allertò le autorità tempestivamente. Fu portata in ospedale molto velocemente, e i dottori la descrissero “a un millimetro dalla morte certa”. La vittima fu ricoverata per sei giorni.



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