“Insegnaci, Signore, a coltivare il vero rispetto per tutti. Ad inchinarci davanti alla vita, unica, preziosa e fragile i ogni essere umano. Ricordaci, ti prego, che l’uomo, ogni uomo, è terreno sacro davanti al quale inginocchiarci. Ricordaci che prima dell’orientamento sessuale, del colore della pelle, del conto in banca, viene la persona umana, creata a tua immagine e somiglianza”. Sono le parole di don Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo del Parco Verde di Caivano, durante i funerali di Paola Gaglione, la 18enne morta a causa di un incidente provocato dal fratello Michele, che li stava inseguendo poiché contrario alla relazione con Ciro, un ragazzo transgender.

“Oggi vogliamo pregare per te, Paola – ha detto il parroco – perché il Signore ti tenga stretta tra sue adorabili braccia. E per tutti tutti coloro che su questa terra ti hanno amato e che hanno il cuore trafitto da una spada di fuoco. E tutti insieme, piccoli e grandi, parenti, amici e conoscenti, vogliamo chiederti perdono per non essere stati capaci di custodire la tua fragile e preziosissima vita”.

Poi al termine del rito funebre, don Patriciello, rivolgendosi ai giornalisti, ha ricordato che “non esiste un termometro per misurare dolore e amore, io non ce l’ho, ma credo che alcuni dolori e amori siano davvero immensi. E credo che questo dolore vada al di là dell’essere fratello o compagno di Paola. Chi ha il cuore trafitto da questo dolore, noi siamo accanto a loro”.

 

 



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