VulTech promotrice della cultura e del lavoro, l’azienda di Giuliano Russo al fianco dei neolaureati giuglianesi

VulTech promotrice della cultura e del lavoro, l’azienda di Giuliano Russo al fianco dei neolaureati giuglianesi

VulTech, il marchio di prodotti hi-tech e sistemi di sicurezza ormai noto in tutta Italia, è stato il Main Sponsor del Premio San Giuliano Martire organizzato dalla Pro Loco di Giugliano in Campania.

La manifestazione, arrivata alla sua quattordicesima edizione, ha come obiettivo quello di premiare i giovani diplomati e laureati col massimo dei voti residenti a Giugliano in Campania. L’azienda, fondata da Giuliano Russo 5 anni fa, ha promosso l’evento e ne ha sposato la causa offrendo un importante contributo: 2 borse di studio dal valore di 500 € l’una e 1 offerta di lavoro. Ad aggiudicarsi le 2 borse di studio sono state le dottoresse Chiara Cimmaruta e Maria Teresa Ciccarelli, mentre l’offerta di lavoro è stata data al dottor Pasquale De Cristofaro il quale intraprenderà un periodo di stage in azienda. L’interesse di VulTech è quello di offrire un aiuto concreto ai talenti del nostro territorio al fine di agevolare l’ingresso nel lavoro. Ad aver premiato i giovani laureati è stato il dottor Alessandro De Vitis, direttore marketing del brand. Queste le sue parole di augurio: “Siate perseveranti nel conseguire i vostri obiettivi. Investite in cultura e in voi stessi, perché questi sono gli unici investimenti senza rischio”.

Dalle parole di Giuliano Russo si evince l’interesse concreto nel voler scommettere sul nostro territorio: “In un territorio così difficile come il nostro è importante e necessario mostrare l’interesse a voler cambiare le cose. Il nostro impegno, da impresa, dev’essere quello di creare posti di lavoro. Ma non solo: c’è bisogno di trattenere qui i talenti. Vantiamo eccellenze che il più delle volte sono costrette ad andare via, ad abbandonare i propri luoghi di origine. Noi di VulTech, invece, crediamo sia possibile esprimere i propri talenti anche qui e non smetteremo mai di scommettere sui nostri luoghi di origine”.