Vittime innocenti e falsi colpevoli, caccia agli impuniti della faida di Scampia

Vittime innocenti e falsi colpevoli, caccia agli impuniti della faida di Scampia

Nuove dichiarazioni dai pentiti e casi che potrebbero riaprisi. Tra i vari processi per i delitti della faida di Scampia potrebbero esseri stati condannati infatti degli innocenti.  Gl investigati stanno verificando le accuse messe agli atti dai nuovi collaboratori di giustizia, gli scissionisti Pasquale Riccio e Gennaro Notturno.

In particolare si indaga sugli omicidi di Gelsomina Verde, di Carmela Attrice, di Dario Scherillo. Riccio ha rivelato che Scherillo, incensurato 26enne di Casavatore, è stato una vittima innocente dalla guerra tra clan. Fu massacrato a bordo della sua moto mentre ritorna a casa, lavorava per un’agenzia di pratiche automobilistiche di Secondigliano. Il pentito Riccio ha rivelato in un verbale del 18 marzo 2015: “Fu un omicidio commesso dagli scissionisti, nei sentii parlare da Rito Calzone, che mi disse che vi era stato uno scambio di persona, relativo alla vittima da abbattere”. Lo sapevano bene i suoi familiari e soprattutto il fratello Pasquale che da anni si batte per riabilitare la memoria di Dario andando in giro per l’Italia a raccontare la sua storia: “Dario aveva lo stesso scooter, dello stesso colore e con una targa simile a quello di un pusher della zona che fino a pochi minuti prima aveva stazionato in quella strada. Era innocente. Si trovava nel posto sbagliato, al momento sbagliato”.

Poi c’è il terribile omicidio di Gelsomina Verde: estranea alla logiche criminali ma torturata, uccisa e bruciata nella sua auto a 22 anni nel novembre del 2004. Il movente: i Di Lauro volevano conoscere il covo degli scissionisti, in particolare quello di Gennaro Notturno (da qualche mese collaboratore di giustizia). Mina però non lo sapeva o comunque non parlò. Dopo l’assoluzione definitiva di Cosimo Di Lauro (inizialmente indicato come mandante) e dopo la condanna definitiva di Ugo De Lucia (da 12 anni in cella, dove sta scontando l’ergastolo), l’attenzione resta concentrata su Antonio Mennetta, uno dei fedelissimi della prima ora dei Di Lauro, prima di dare forma al gruppo autonomo della Vanella Grassi. Le nuove dichiarazioni potrebbe aprire a nuovi scenari.

Ancora il collaboratore di giustizia Riccio, ha rivelato che Mennetta sosteneva di avere “un obbligo di riconoscenza verso Ugo De Lucia”, condannato con sentenza definitiva per l’omicidio Verde. “Quando si parlava di lui, Mennetta aggiungeva sempre: “È innocente, e se lo dico io che è innocente…”, si legge nel verbale. Aggiunge il pentito: “Quindi noi pensammo che De Lucia avesse coperto la responsabilità di Mennetta, probabilmente nell’omicidio di Gelsomina Verde”. Discorso analogo per l’omicidio Attrice: “Il gruppo di Cesare Pagano e Vincenzo Notturno – sostiene Riccio – dicevano che i ragazzi che sono stati condannati erano estranei”.