Violenta rapina in casa nel Nolano, 3 arresti

Violenta rapina in casa nel Nolano, 3 arresti

Violenta rapina in casa nel Nolano, 3 arresti. Il basista era un amico di famiglia. Personale della Compagnia dei Carabinieri di Nola, per indagini coordinate dalla Procura, hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip presso il Tribunale di Nola.

In particolare 2 di applicazione di misura cautelare in carcere nei confronti di Luciano Sorrentino (classe 1993, residente a Pratola Serra – Avellino) e Raffaele Visone (classe 1994. residente a Nola in provincia di Napoli) e agli arresti domiciliari a carico di Giovanni Lauro (classe 1994, residente anche lui a Nola).

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nota e condotte da settembre 2014 a dicembre 2016, hanno consentito di raccogliere concreti e circostanziati elementi di prova a carico dei predetti in merito alla rapina presso l’abitazione di Raffaele Mascolo, avvenuta a Casamarciano nella notte fra il 9 e il 10 settembre 2014.

Nella circostanza, tre persone con volto coperto da passamontagna, di cui una armata di pistola, si erano introdotti presso l’abitazione dove al momento erano presenti Domenico Mascolo (classe 1998), figlio del predetto Raffaele, il nipote omonimo Domenico Mascolo (classe 1997) e l’amico Giovanni Lauro (classe 1994).

Quest’ultimo, nel sentire suonare il campanello dell’abitazione, apriva la porta senza chiedere chi fosse, consentendo l’ingresso ai malfattori. Immediatamente i malviventi legavano i tre giovani ai polsi e alle caviglie con del nastro adesivo e, mentre uno li teneva in ostaggio con la minaccia della pistola, gli altri asportavano monili in oro, contanti, TV ed una macchina fotografica di valore. Il figlio del proprietario, nella circostanza, veniva anche schiaffeggiato.

Il puntuale sopralluogo della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo del gruppo carabinieri dì Castello di Cisterna ha consentito di rilevare impronte papillari sul mobilio e sugli oggetti toccati dai malviventi, nonché sul nastro adesivo utilizzato dagli stessi per immobilizzare le vittime.

Attraverso un’intensa attività investigativa consistita in: riscontri a preziosi elementi forniti dalle vittime in merito alla descrizione dei malfattori; corrispondenze tecniche svolte dalla Sezione Dattiloscopica del Racis di Roma e dalla VI Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Napoli relative alle impronte rinvenute sul luogo del reato; analisi dei profili Facebook dei sospettati, nonché delle celle e dei tabulati telefonici è stato possibile identificare i predetti, accertando altresì il ruolo di complice e basista svolto da Giovanni Lauro.