Usura, era l’incubo di un imprenditore: arrestato un 45enne di Giugliano

Usura, era l’incubo di un imprenditore: arrestato un 45enne di Giugliano

I Carabinieri della Stazione di Piano di Sorrento unitamente ai Finanzieri della Tenenza di Massa Lubrense hanno dato esecuzione, in data odierna, ad una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari richiesta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata nei confronti di Ciro Bifaro, 45enne originario di Giugliano in Campania, ritenuto responsabile di usura aggravata ed estorsione.

Le attività investigative condotte dai militari dell’Arma e delle Fiamme Gialle, coordinati da questa Procura, hanno permesso di accertare che il destinatario della misura cautelare ha agito in danno di un residente della penisola sorrentina con vari prestiti usurari dal 2011 al 2016 per un importo di circa 50.000 euro.

Il Bifaro, residente in Giugliano in Campania, aveva preso di mira l’imprenditore sorrentino, che, sottoposto da anni a continue e reiterate minacce culminate anche in percosse personali, era costretto a versare periodicamente ingenti somme di denaro. Infatti, il danaro che il commerciante, in difficoltà economiche, aveva chiesto all’usuraio raddoppiava nelle richieste di quest’ultimo nel giro di pochi mesi ed i pagamenti venivano talvolta sollecitati con minacce e violenze.

L’attivazione delle forze di polizia, difatti, è avvenuta proprio a seguito di un ricovero della vittima in ospedale, causato da lesioni patite a seguito di manganellate. Con le attività di indagine, anche di carattere patrimoniale, affidate congiuntamente ai militari dell’Arma e ai Finanzieri della Tenenza massese, gli operanti riuscivano a ricostruire i flussi di denaro intercorsi tra l’usuraio e la sua vittima, che avvenivano attraverso carte ricaricabili Postepay sistema che consentiva al reo di nascondere ogni contatto diretto con la sua vittima.

Il sistema permetteva, infatti, di ricevere gli importi estorti evitando il rischio di incontri di persona e venivano ritirati presso gli uffici postali dell’area napoletana. L’incrocio di dati, informazioni e analisi esperite dagli inquirenti deleganti ha consentito di definire l’identità dell’usuraio, destinatario dell’odierna misura cautelare.