Ucciso in disco per una sigaretta, arriva la condanna per il baby killer

Ucciso in disco per una sigaretta, arriva la condanna per il baby killer

Napoli. Omicidio all’esterno della discoteca per una sigaretta, arrivata la condanna. Il Tribunale dei Minorenni di Napoli ha condannato a 23 anni di reclusione S.I., detto “Tore ‘o Maligno”, minorenne all’epoca dei fatti, accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Maurizio Lutricuso (in foto), classe ’90 di via Consalvo, consumato in data 10 febbraio 2015 all’esterno della discoteca “Private One” sita nel comune di Pozzuoli.

Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, hanno accertato la responsabilità del citato minorenne in concorso con Costagliola Vincenzo, entrambi aderenti al clan dei SIBILLO – GIULIANO, operativo nell’area Forcella-Duchesca-Maddalena della città e meglio conosciuto come “la Paranza dei Bambini”.

Il delitto fu consumato per futili motivi e conseguenza di un banale litigio con la vittima, a quanto pare per una sigaretta negata. Per il medesimo reato Costagliola Vincenzo è già stato condannato dal Tribunale di Napoli a 20 anni di reclusione.

Poche settimane fa è arrivata la confessione del giovane killer in aula. La Dda è riuscita a ricostruire l’assurdo movente del delitto anche grazie alla intercettazioni. «Questo fa fra’ tieni una sigaretta?, no, non la tengo, e lui quando te la compri?». E scoppia la rissa. Fatto sta che Tore incassa gli schiaffi, prende un «pacchero» in pieno viso, decide di usare la pistola: «L’ho sfondato boom, bang…7 botte», dirà vantandosi.