Ucciso a Varcaturo, Mattera finito in una trappola? Interrogati anche il boss e sua figlia

Ucciso a Varcaturo, Mattera finito in una trappola? Interrogati anche il boss e sua figlia

Giugliano. E’ probabile avesse un appuntamento con un boss Luigi Mattera, il 42enne ucciso in una traversina di via Carrafiello. In macchina aveva una grossa confezione di pesce, impacchettata e di prim’ordine. Stava per incontrare qualcuno? Non si sa. Ciò che certo è che Mattera frequentava gli ambienti della mala di Pozzuoli in particolare il clan dei Longobardi-Benedice e che in zona vivo esponenti di spicco della criminalità organizzata.

I carabinieri di Giuliano stanno interrogando i testimoni in particolare l’uomo dell’altra vettura che però dice di non aver visto nulla. La figlia del boss Longobardi (intestataria dell’auto) avrebbe raccontato di avere un rapporto di amicizia con la vittima e di avergli prestato l’auto perché la sua era danneggiata. Scena muta davanti agli inquirenti, invece, da parte del capoclan Gennaro Longobardi, scarcerato di recente ed ora sorvegliato speciale.

Emerge dalle ipotesi investigative che i killer probabilmente stessero i macchina con lui e che dopo averlo ucciso sono figgiti via a bordo di un mezzo. Ma sono solo ipotesi. Se così fosse sarebbe strano che il testimone non abbia visto nulla di quanto accaduto. Ora bisogna capire perché Mattera sia divenuto obiettivo dei killer.

Uno sgarro? Un regolamento di conti? Un avvertimento? O un riassestamento di equilibri tra i clan che si dividono la fascia costiera? Mattera non era un personaggio di spicco ma una persona vicina alla cosca puteolana ed quanto pare sarebbe stato irato in ballo anche da un collaboratore di giustizia nel corso di un interrogato, che lo avrebbe descritto come un appartenente al gruppo storico di Gaetano Beneduce. Può darsi quindi che sia un fatto personale oppure l’inizio di una guerra interna ai clan della zona. L’omicidio di Cicciotto ‘o fioraio, com’era conosciuto l’uomo che dopo era diventato imprenditore nel settore ittico, assume comunque sempre più i contorni dell’agguato camorristico anche i carabinieri guidati dal capitano Antonio De Lise, che indagano con il supporto dei colleghi di Castello di Cisterna, non escludono ancora nessuna ipotesi a parte quella dello scambio di persona. Matera è stato infatti freddato con più colpi di cui una al volto.