Uccisa dal marito a Sant’Antimo, il grido inascoltato di Stefania in una lettera

Uccisa dal marito a Sant’Antimo, il grido inascoltato di Stefania in una lettera

«Alla mia morte, qualunque ne sia la causa, mio figlio deve essere affidato a mia madre e mio padre e in caso di loro morte a mia sorella Fabiana». Sono le agghiaccianti parole di Stefania Formicola scritte su di un “testamento”, riportato da ilmattino, che la giovane aveva redatto nel 2013.

Stefania, uccisa ieri dal marito a Sant’Antimo, temeva per la sua vita già da tre anni tanto da scrivere su di un foglio che se le fosse successo qualcosa il suo bambino voleva fosse poi cresciuto dalla mamma. Intanto Stefania e Carmine avevano avuto poi in questi anni un altro bambino. Ma visto il triste epilogo di ieri il rapporto tra i due non era evidentemente migliorato, tanto che l’uomo ieri ha ucciso la donna mentre erano in auto.

Stefania da due settimane si era trasferita a casa dei genitori: non sopportava più le violenze e le aggressioni del marito. L’ultima volta, aveva raccontato ai genitori, le aveva puntato una pistola alla bocca. Così la 28enne decise di lasciare casa e ritornare dai genitori.

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