Tiziana, una vita senza padre. Condannata anche a 20mila euro di spese legali

Tiziana, una vita senza padre. Condannata anche a 20mila euro di spese legali

Mugnano. Tiziana non aveva avuto un padre. Viveva da sola, con la madre, nella sua abitazione di Mugnano. Il papà aveva abbandonato entrambe a una settimana dalla nascita della 31enne. La mancanza di una figura paterna aveva forse inciso sul carattere e sulla psiche della ragazza. Un anno fa, poi, la svolta che avrà un tragico epilogo: Tiziana gira un video a luci rosse con un ragazzo per vendicarsi del fidanzato (almeno questa la versione ufficiosa che è trapelata sin dall’inizio). Quel filmato gira su WhatsApp, nel giro di pochi giorni è visto da milioni di persone in tutta Italia.

Una celebrità inattesa, che la 31enne non riesce a gestire. Gira altri 5 filmati a luci rosse. In uno partecipa a una gang-bang, un’orgia con altri ragazzi. La situazione probabilmente le sfugge di mano. Il gioco si fa più grande di lei. Quei video sono realizzati sotto la spinta di una persona che le è vicino, e che le chiede di farlo per puro divertimento. Dopo alcuni mesi Tiziana però decide di fare dietrofront: cerca di cambiare identità, adottando il cognome della madre e rigettando nell’oblio quello del padre, lo stesso che l’ha abbandonata.

Poi, con il sostegno della famiglia, porta la vicenda in tribunale. Intenta causa ai colossi del web, Facebook, Yahoo, YouTube, chiedendo la rimozione dei filmati e delle immagini. Il giudice del tribunale di Napoli Nord. Monica Marrazzo, lo scorso 10 agosto accoglie soltanto in tre casi la sua richiesta (contro Facebook, ilfatto24.it, blitzquotidiano.it). Viene rigettata l’istanza cautelare per le altre società contro cui aveva agito, perché ritenuta consenziente nel momento in cui ha girato e diffuso quei video.

Tiziana viene anche condannata al pagamento delle spese legali. 3645 euro più IVA a favore di Yahoo, YouTube, Google, Citinews Spa e App Ideas Srl (quest’ultima difesa dall’avvocato Francesco Pianese) per un totale da più di 20mila euro. Una beffa dopo tutto quello che ha dovuto subire, gli sguardi schivi, le battute allusive, la sua privacy distrutta.  Secondo quanto raccontato dalla mamma, come riporta Il Mattino, Tiziana era particolarmente agitata da cinque giorni anche per colpa di questa condanna. Sarebbe stato questo il motivo scatenante del suicidio della 31enne.

di Marco Aragno