“Terr’ e fuoc’, scenari e prospettive”, workshop con il ministro Martina

“Terr’ e fuoc’, scenari e prospettive”, workshop con il ministro Martina

Idea: Innanzi tutto spieghiamo il titolo del workshop. Il workshop si propone di convincere tutti a tornare a parlare della Campania e, in particolare, della zona nord di Napoli come “Terr’ e fuoc’” piuttosto che come “Terra dei fuochi”.

Il titolo si riferisce a due ragionamenti distinti. Primo, “Terre’fuoc’” si riferisce al fatto che la terra della regione Campania giace su una lastra di tufo di origine vulcanica che la separa dalle falde acquifere, proteggendole. Per quanto numerosi e maldestri siano stati i comportamenti della parte peggiore della Terr’ e fuoc’, non sono bastati a scalfire la qualità della sua acqua e la fertilità del suo terreno. Quella lastra di tufo è difficile da penetrare e allo stato non c’è alcuna evidenza che sia mai stata superata.

La Campania è da sempre terra infuocata da una grande energia, quella del sole. Si tratta di una energia che dal sole si trasmette alla terra, rendendola una delle più fertili del mondo. Attraverso la terra, l’energia del sole si trasmette a tutti i prodotti che vi sono coltivati, rendendoli unici al mondo. La frutta e la verdura che nascono da quella terra sono ricche di gusto e sapore: da sempre un nettare per il nostro palato con cui arricchire le tavole imbandite più ricche ed eleganti.

Insomma, dobbiamo tornare allora a pensare alla Campania e all’area a nord di Napoli come “Terr’ e fuoc’”, “Terr’ de o’ sole”, non altro, non Terra dei fuochi”. Certamente no!

Per dimostrare questa Idea, forniremo documentazione ed analisi che possano descrivere adeguatamente lo scenario agricolo della regione Campania e dell’area a nord di Napoli, in particolare,attraverso testimonianze di esperti del settore: geologi, biologi, agronomi,economisti di diverse università, campane e non, che ci presenteranno i risultati dei loro studi in materia. Vogliamo convincere l’Italia e il mondo intero, che da sempre acquistano le primizie campane, che devono continuare a farlo in piena tranquillità. Non useremo solo parole, ma numeri e fatti.

I materiali e la documentazione raccolta saranno disponibili online, costituendo un archivio facilmente accessibile da chiunque sia interessato a verificare di persona la qualità delle primizie campane. Inoltre, gli aspetti metodologici saranno raccolti in diverse pubblicazioni da diffondere presso le biblioteche più importanti per consentirne la lettura e l’analisi da parte degli esperti.

I produttori agricoli locali chiedono un maggior ascolto da parte delle istituzioni, un maggior coinvolgimento nelle problematiche dell’agricoltura campana. Il workshop sarà anche l’occasione per presentare in modo chiaro alcune proposte di intervento a favore dell’agricoltura, non solo di quella campana, in una fase di crescente competizione internazionale da parte di agricoltori non solo extra-europei, ma anche europei. Si tratterà di proposte semplici, ma facili da realizzare e potenzialmente molto efficaci.

Inoltre, dimostreremo i vantaggi di fare squadra non solo fra agricoltori, ma anche con le istituzioni locali e nazionali. Occorre sviluppare un concetto di competitività non solo a livello di settore e territoriale, ma anche nazionale. Gli agricoltori di altri paesi sono più ascoltati dalle loro istituzioni da cui riescono ad ottenere interventi che ne favoriscono la competitività. Occorre che ognuno faccia la propria parte e che vi sia un canale di comunicazione più continuo e diretto fra mondo agricolo ed istituzioni, se non si vuole la scomparsa di una risorsa fondamentale non solo per la regione, ma per il paese.

Il workshop sarà organizzato su una giornata intera divisa in due parti. In mattinata, ci soffermeremo sulla questione del de-marketing che affligge il nostro territorio.Esperti appartenenti a diverse branche del sapere immagineranno un piano marketing per il rilancio dell’immagine dei nostri prodotti, afflitti da campagne denigranti che affossano l’intero comparto.

Non guarderemo solo ai lati negativi, ma ci confronteremo con realtà consortili di grande successo. Nella seconda parte della giornata, si darà luogo alla tavola rotonda, alla quale interverranno operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali.Numerose aziende si sono già riunite per sintetizzare le problematiche che affrontano quotidianamente in un contesto, oramai, internazionale. Parleremo di concorrenza scorretta proveniente da altri paesi che affliggono i nostri produttori. Saranno formulateproposte concrete per modificare alcuni articoli di legge al fine di rendere più competitive le aziende campane in Italia a all’estero.

Non sarà una giornata di provocazione ma una giornata di proposte. I temi sui quali ci soffermeremo nella tavola rotonda saranno i seguenti:

1. Analisi del POR 2014/2020 approvato in questi giorni;

2. Produzioni di eccellenza;

3. Creazione di un polo di eccellenza dei prodotti campani (modello Melinda);

4. Le opportunità disponibili immediatamente per un rilancio dell’economia agricola come un’opportunità e un beneficio per l’intera economia nazionale;

5. Impegno da parte delle aziende del settore in zona di fare sistema;

6. formulazione di una proposta di revisione dell’art 62 legge 24 marzo 2012;

7. Creazione di Disciplinari Regionali.

“Napoli Incontra” è un’associazione da sempre impegnata ad accendere i riflettori su settori chiave dell’economia regionale e locale. Per l’occasione, l’associazione ha raggruppato aziende leader del settore agricolo campano con l’obbiettivo di creare un coordinamento in un settore fondamentale per l’economia nazionale.

Il nostro ragionamento sarà inserito all’interno della mostra Magna nell’incantevole scenario del museo di San Domenico Maggiore a Napoli.

MAGNA è una mostra interattiva dedicata al tema dell’agricoltura e della gastronomia napoletana. Narra la storia e le caratteristiche scientifiche e sociali di una delle cucine più famose al mondo. Ospita, sullo stesso tema, eventi di vario genere (seminari, convegni, teatro, musica, presentazioni di libri, incontri culinari ecc.), allo scopo di approfondire la tradizione culinaria napoletana e sottolineare l’importanza di una sana e corretta alimentazione, con una sezione dedicata specificamente alla dieta mediterranea.

La mostra che doveva terminare il 10 gennaio ha avuto, visto le tante visite, la proroga per altri due mesi.

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