Tamponati da un’auto, assurdo quello che fanno mamma e figlio all’automobilista

Tamponati da un’auto, assurdo quello che fanno mamma e figlio all’automobilista

Mamma e figlio, in Via De Pretis, hanno approfittato di un momento di confusione, dettato da un sinistro stradale tra il conducente di uno scooter ed il conducente di un’autovettura, per rapinare il malcapitato automobilista del cellulare e del portafoglio.

La vittima, infatti, per liberare la strada, ha effettuato una retromarcia urtando un’autovettura Fiat Panda, condotta da Giuseppina DI Palma, di 42 anni ed il cui passeggero era il figlio, Vincenzo Esposito, di 26anni.

Il giovane, disceso dall’autovettura, non ha esitato a scagliarsi contro l’automobilista, aggredendolo e colpendolo più volte al volto tanto da rompergli gli occhiali che indossava.

Nelle fasi concitate, Esposito ne approfittava per impossessarsi del cellulare e del portamonete della vittima, dileguandosi con la madre.

La vittima, si recava al Commissariato di Polizia “S. Ferdinando” denunciando quanto gli fosse accaduto.

I poliziotti, grazie alla minuziosa descrizione fornita dalla vittima, che con dovizia di particolari descriveva sia le caratteristiche fisiche, nonché i dati relativi all’autovettura sulla quale viaggiavano i responsabili, sono riusciti ad identificarli.

Gli agenti, infatti, dopo aver individuato l’appartamento ove abitava DI Palma, si sono recati in Vico Cangiani al Mercato, sorprendendo, nella circostanza, proprio Vincenzo Esposito che, alla loro vista, con un pretesto tentava di allontanarsi, ma veniva bloccato e condotto in ufficio.

Lungo via San Cosmo Fuori Porta Nolana, i poliziotti intercettavano in strada la 42enne, mentre stava rincasando che, alla loro vista, inutilmente tentava di allontanarsi tra il dedalo di viuzze della zona.

Madre e figlio venivano riconosciuti senza ombra di dubbio dalla vittima e sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria, in quanto responsabili, in concorso tra loro, del reato di rapina.

I poliziotti hanno condotto Di Palma e Esposito, rispettivamente, alla casa circondariale di Pozzuoli e quella di Poggioreale