Sparatoria alla Duchesca, fermati 4 del clan Mazzarella

Sparatoria alla Duchesca, fermati 4 del clan Mazzarella

Sparatoria alla Duchesca di Napoli del 4 gennaio scorso. La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto quattro persone coinvolte, a vario titolo, nel ferimento a colpi d’arma da fuoco di tre cittadini senegalesi ed una minore.

All’esito di complesse indagini svolte a carico delle persone resesi responsabili, a vario titolo, del grave episodio delittuoso consumato in Piazza Mancini, angolo via Giovanni Scherillo, a Napoli il 4 Gennaio 2017. Tra i fermati anche colui che ha materialmente esploso i numerosi colpi d’arma da fuoco che hanno cagionato lesioni personali alle vittime ricoverate in strutture sanitarie cittadine o refertate con prognosi tra i 10 ed i 20 giorni, salvo complicazioni.

Nella circostanza, infatti, sono stati feriti da colpi d’arma da fuoco tre cittadini senegalesi, venditori ambulanti nel mercato della Maddalena/Duchesca, ed una minore di 10 anni che, unitamente al padre, si era recata nella zona per compiere alcuni acquisti. Fermato Gennaro Cozzolino 39 anni e Valerio Lambiase 28 anni, contigui al clan camorristico Mazzarella.

Cozzolino è ritenuto colui che materialmente ha esploso i colpi d’arma da fuoco che hanno ferito i cittadini senegalesi e la bambina. Lambiase nel corso dell’aggressione era armato di una mazza da baseball. Quest’ultimo è il fratello di Lambiase Giammarco ucciso il 1° Marzo del 2015 a seguito di un regolamento di conti tra clan camorristici contrapposti. Fermati anche Luciano Rippa 33 anni e Gennaro Vicedomine 25 anni, venditori ambulanti nel mercato della Maddalena/Duchesca, non intranei al clan Mazzarella. Costoro, cosiddetti “naviganti”, ed all’occorrenza venditori ambulanti, all’interno del mercato svolgono un’attività itinerante finalizzata ad individuare gli acquirenti della merce stoccata dai commercianti all’interno di magazzini della zona. Per tale attività percepiscono una percentuale del prezzo di vendita della merce e sono costretti anch’essi a versare la tangente al clan, circa 30 euro a settimana.

Hanno partecipato alla spedizione punitiva, Rippa armato di una mazza di ferro, perché convinti dagli esponenti del clan Mazzarella che gli stranieri, praticando prezzo più bassi, alteravano il mercato riducendo gli introiti dei venditori ambulanti italiani. Le serrate indagini della Procura della Repubblica di Napoli- Direzione Distrettuale Antimafia, svolte dalla Squadra Mobile, hanno consentito, in breve tempo, l’identificazione dei responsabili del grave atto delittuoso.

Ricostruite dettagliatamente le motivazioni, le fasi dell’aggressione e del ferimento dei tre venditori ambulanti stranieri, una vera e propria spedizione punitiva, organizzata da appartenenti al clan camorristico Mazzarella per colpire, in particolare, un quarto cittadino senegalese, anch’egli venditore ambulante, reo di non aver versato la somma di 20 Euro a titolo di estorsione imposta per poter esercitare liberamente la propria attività commerciale.

Accertati i ruoli e le responsabilità dei fermati ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di lesioni personali aggravate, estorsione, tentata estorsione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, reati aggravati dal metodo mafioso perché commessi per realizzare gli scopi criminali ed agevolare l’organizzazione camorristica dei Mazzarella da tempo operativa nella zona centrale della città.

Le accurate indagini hanno accertato anche come, a seguito dell’imponente pressione giudiziaria ed investigativa svolta nell’ultimo periodo nella zona, all’organizzazione camorristica dei Sibillo, nota come “La Paranza dei Bambini”, federata con le famiglie Giuliano, Amirante e Brunetti, recentemente sono subentratati, nel controllo delle estorsioni nel mercato della Maddalena/Duchesca, alcuni esponenti del clan camorristico Mazzarella che, evidentemente, dal Novembre 2016, hanno imposto il pagamento di somme di denaro ai venditori ambulanti, anche stranieri, per svolgere la loro attività commerciale nella zona sostituendosi, di fatto, al clan camorristico dei Sibillo decimato dai numerosi arresti effettuati.