Secondigliano, svolta nel caso Giannone: era un omicidio. Arrestati i killer. I NOMI

Secondigliano, svolta nel caso Giannone: era un omicidio. Arrestati i killer. I NOMI

In manette Vincenzo De Luca e Pasquale Paolo. Entrambi sono accusati di aver ucciso in maniera premeditata Fabio Giannone, che fu ritrovato cadavere, riverso sull’asfalto, in corso Vittorio Emanuele III a Secondigliano, il 10 aprile scorso. Il corpo del ragazzo fu rinvenuto ai piedi di un’Honda SH. Nella stessa circostanza, poco distante, fu ritrovata anche una Citroen C3 con le portiere aperte.

Dopo accurate indagini e dopo l’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona, gli agenti della Questura partenopea e del Commissariato di Secondigliano sono arrivati ad appurare che Giannone non è stato vittima di un incidente stradale, come all’inizio era stato ipotizzato, ma di un vero e proprio omicidio premeditato. In particolare si è accertato che gli occupanti della Citroen (rubata il giorno prima) avevano investito volontariamente il ragazzo che viaggiava a bordo dello scooter per poi abbandonare il veicolo e darsi alla fuga su un’altra macchina.

A guidare l’auto killer è stato Vincenzo De Luca, 22 anni, costituitosi la notte dell’omicidio presso il commissariato di Giugliano. De Luca, evaso dagli arresti domiciliari, aveva organizzato l’investimento automobilistico per vendicarsi di un pestaggio subito da Fabio Giannone e suo fratello nel gennaio del 2015. Il pestaggio era avvenuto a seguito del danneggiamento provocato da De Luca alle vetrine del negozio dello zio di Giannone la notte di capodanno. Le indagini hanno consentito di accertare nell’omicidio il coinvolgimento di un amico del 22enne, Pasquale Paolo, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. Paolo era in auto con De Luca quando è stato consumato l’agguato su Corso Vittorio Emanuele III.