Sant’Antimo, elezioni comunali. Parlano i sei candidati

Sant’Antimo, elezioni comunali. Parlano i sei candidati

Manca meno di un mese ormai alle elezioni comunali di Sant’Antimo e i sei candidati sono pronti a darsi battaglia a colpi di punti programmatici e proposte. Al centro del dibattito soprattutto il tema del lavoro, che è centrale anche a livello nazionale, ma anche la gestione ambientale, la questione dei rifiuti, e la lotta alla povertà. Da chi contesta l’operato della maggioranza uscente, rivendicando il contributo dato dai banchi dell’opposizione, a chi invece ne sottolinea i risultati e gli impegni mantenuti.

È il caso del vicesindaco uscente e candidato del centrodestra, Corrado Chiariello: “Sono in campo con convinzione per l’affetto che mi lega alla comunità santantimese. Per noi i cittadini sono i protagonisti! Stiamo accogliendo le loro istanze e le loro proposte! Perchè noi non facciamo promesse ma prendiamo impegni, che abbiamo sempre mantenuto e continueremo a mantenere! Abbiamo raggiunto una raccoltà differenziata al 70% che è motivo di orgoglio per noi. Abbiamo fatto e abbiamo fatto bene, perchè noi siamo per la politica del fare. Abbiamo sempre dato risposte alle istanze dei cittadini, preoccupandoci delle fasce deboli, dei giovani, degli anziani e dei bambini. Nel Patto Per Sant’Antimo, che ho presentato ad apertura di campagna elettorale ho fissato obiettivi definiti e realizzabili: in primis il reddito di inclusione sociale; lo sblocco del turn over che consentirà attraverso concorsi l’assunzione di giovani nell’organico comunale; la riduzione delle tasse fino al 75% delle persone bisognose; l’incremento degli alloggi sociali; una navetta che consentirà agli studenti il collegamento diretta con la metropolitana. Una Sant’Antimo sempre più verde e sempre più sicura, dove i protagonisti sono i cittadini nessuno escluso, come abbiamo sempre fatto. Colgo l’occasione per fare l’in bocca al lupo agli altri candidati sindaco, con l’auspicio di una campagna elettorale trasparente, leale, che metta al centro i programmi e non la propaganda urlata e rabbiosa, perchè abbiamo una responsabilità sociale collettiva e noi istituzioni ancor di più, di fare bene e di farlo per i cittadini”.

Critico nei confronti della maggioranza è invece Aurelio Russo, candidato del PD e del centrosinistra, che definisce inadeguati gli interventi della giunta di centrodestra a sostegno delle classe deboli: “Negli ultimi anni c’è stato un progressivo impoverimento dei cittadini di Sant’Antimo e il Comune, che con un bilancio di 100 milioni di euro è sicuramente l’imprenditore più forte del territorio, non è intervenuto in modo adeguato. È per questo che, in caso di vittoria, avrò un’attenzione particolare per le classi deboli, cercando di ridurre il più possibile le tasse sulle abitazioni e sulle attività commerciali”.

Difende l’operato dell’amministrazione in carica Salvatore Castiglione, sostenuto dalla lista centrista Insieme, pur proponendo una svolta nella compagine del centrodestra: “Il lavoro dell’amministrazione in questi anni è stato sicuramente positivo. Come consigliere di maggioranza ho lavorato nel settore dei lavori pubblici e dell’igiene, e siamo riusciti a portare la raccolta differenziata al 73%. La mia candidatura propone una svolta nel centro destra locale e vuole stimolare quella parte della maggioranza che è stata un po’ pigra in questi anni. Sono aperto al dialogo con tutte le forze politiche, purché sia costruttivo e rispetti gli elettori”.

Più critica nei confronti della maggioranza di cui ha fatto parte è invece Adriana Palladino, candidata dell’UDC: “Provengo da questa maggioranza e ne sono fuoriuscita perché non c’è stata una crescita adeguata. Molte aziende hanno lasciato il nostro territorio e, di conseguenza, abbiamo perso molti posti di lavoro. Ed è proprio su questo tema che ci siamo battuti, restando inascoltati. In caso di vittoria lavoreremo molto per migliorare le condizioni del paese, dal punto di vista ambientale e cercando di creare opportunità per i cittadini e per le imprese. Certo non possiamo fare miracoli e non li promettiamo, ma con impegno, volontà e passione riusciremo a realizzare importanti cambiamenti”.

Sul piede di guerra i candidati di DEMA e del Movimento 5 Stelle. Il primo Giuseppe Italia, rivendica le battaglie condotte dall’opposizione in questi cinque anni e rilancia il piano commerciale e la lotta all’amianto: “L’amministrazione uscente è stata un disastro. Come consigliere d’opposizione detengo il record di mozioni e proposte. Siamo l’unica forza politica del territorio ad aver stilato un programma, composto da dieci punti, e ad averlo presentato ai cittadini. A Sant’Antimo bisogna assolutamente rimettere i cittadini al centro dell’azione politica. È per questo che cercheremo di sostenere gli imprenditori locali e attueremo un piano commerciale. Inoltre lavoreremo molto sull’ambiente cercando di eliminare l’amianto presente sul territorio. Infine porteremo delle aule e dei laboratori del corso di laurea in ingegneria meccanica. Abbiamo già fatto delle verifiche ed è un’operazione fattibile sia dal punto di vista economico che per quel che concerne le strutture”.

Anche il candidato pentastellato Nicola Chiantese appare agguerrito e ci va giù duro con la giunta uscente, promettendo maggior attenzione alle fasce deboli: “C’è poco da dire, questa amministrazione è stata disastrosa e non ha operato per il bene dei cittadini. Non c’è mai stata una pianificazione. Sant’Antimo è un paese privatizzato, feudo dei Cesaro. C’è una distanza abissale tra i cittadini e le istituzioni. La politica è altra cosa. Le nostre 43 pagine di programma sono il frutto di anni di lavoro attraverso gazebo e riunioni. Innanzitutto lavoreremo per un microreddito di cittadinanza attraverso la donazione del 5X1000 al proprio ente; poi istituiremo una clausola sociale per gli appalti, attraverso cui il 50% del personale dovrà essere di Sant’Antimo; e, attraverso il taglio degli stipendi della nostra giunta a 5 stelle, creeremo un fondo per la vita da destinare ai malati e alle vittime della terra dei fuochi”.