Santa Maria Capua Vetere, le rinchiudeva in casa e le violentava: condannato Vincenzo Cioffi

Santa Maria Capua Vetere, le rinchiudeva in casa e le violentava: condannato Vincenzo Cioffi

Condanna in primo grado per “o minorenne”. Il 24enne Vincenzo Cioffi, di Santa Maria Capua Vetere, è stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione. Le accuse erano di violenza sessuale aggravata, lesioni personali, sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. A riportare la notizia è il sito edizionecaserta.it.

Secondo gli inquirenti, Cioffi aveva trasformato l’immobile di via Fratelli De Simone in una casa degli orrori dove segregava e violentava ragazze attratte con l’inganno nel suo appartamento. L’indagine è partita dalle denunce sporte da due diverse persone offese (peraltro, mai conosciutesi fra di loro), risultate vittime, in periodi contigui, (la prima Mmaggio – hiugno 2016, la seconda agosto – settembre 2016) di condotte violente ed aggressive da parte del giovane.

Cioffi, secondo la Procura, dopo essersi guadagnato la fiducia delle vittime, le ospitava presso la propria abitazione e le segregava. La prima vittima, dopo un breve periodo di convivenza con il giovane, veniva dallo stesso aggredita con cadenza giornaliera e costretta a vivere reclusa sebbene, in quel periodo, si trovasse in stato di gravidanza. Solo grazie alla momentanea assenza del proprio aguzzino, la vittima riusciva finalmente a scappare, rifugiandosi dai propri parenti.

La seconda vittima, di nazionalità rumena, appena 16enne, sparita da Aprilia e finita a Chi l’Ha Visto?, dopo aver convissuto con Cioffi, veniva dapprima segregata in una delle stanze della sua abitazione, poi, dietro minaccia di un coltello e percosse veniva più volte costretta a compiere e subire atti sessuali. Avrebbe subito sul suo corpo anche bruciature di sigarette. “Durante la prigionia – ha riferito la 16enne – lui ha ripetuto più volte che se non avessi fatto quello che lui voleva avrebbe rapito mia sorella e l’avrebbe portata davanti a me e uccisa. Voleva che io andassi a casa mia a rubare”.