Risanamento Lago Patria, scatta l’interrogazione M5S. “Questa non è Calcutta”

Risanamento Lago Patria, scatta l’interrogazione M5S. “Questa non è Calcutta”

“Qual è lo stato di avanzamento del risanamento del Bacino Lacustre di Lago Patria ed i tempi previsti per terminare l’opera? Quante risorse sono state stanziate e impiegate? Sono parte delle domande poste dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Tommaso Malerba e contenute in una dettagliata interrogazione, rivolta al presidente De Luca e all’assessore Bonavitacola.

La vicenda riguarda i ritardi accumulati nei lavori di ‘risanamento del Bacino Lacustre di Lago Patria’ e più in generale il recupero del litorale Licola-Varcaturo. “Il Commissario di Governo con un’ordinanza nel maggio 2012 dispose il trasferimento alla Regione Campania del procedimento – sottolinea Malerba – due anni dopo l’Ati che svolgeva i lavori lasciò l’appalto per gravi inadempienze contrattuali”. “Inevitabilmente le importanti opere finalizzate all’allontanamento dei reflui dal Comune di Giugliano verso l’impianto di depurazione di Cuma – fa notare il consigliere – si fermano con l’effetto di bloccare il proseguo dell’esecuzione dei lavori che complessivamente ammontano a circa 9milioni di euro”. “

Successivamente si decide di trasferire l’opera per il suo completamento al Comune di Giugliano – aggiunge – ma per poter subentrare quindi alla Regione Campania, l’Ente locale doveva produrre una specifica documentazione”. “Viene richiesta la certificazione di collaudo delle opere eseguite – specifica Malerba – e l’avvio di un sopralluogo per verificare lo stato di efficienza delle opere civili ed elettromeccaniche già realizzate”. “Le carte non arrivano ed è direttamente la Regione Campania a sollecitare il direttore dei lavori – spiega – di trasmettere la documentazione alla commissione di collaudo per redigere il certificato”.

“La direzione trasmette ‘uno stato di consistenza dei lavori’ aggiornato al 16 settembre 2014 – evidenzia Malerba – insomma la documentazione è incompleta e allo stato i lavori sono sospesi”. “Per ripartire con le opere occorrono nuovi saggi e rilievi tecnici – evidenzia – e tra l’altro si è appreso che la documentazione non è più disponibile in cantiere”. “Riteniamo che l’opera rivesta un interesse strategico per il territorio del Comune di Giugliano – aggiunge – ed è urgente completare i lavori perché il mancato funzionamento dell’impianto con l’aggiunta dei continui sversamenti abusivi aumenta l’inquinamento ambientale”. “Per questi motivi abbiamo presentato l’interrogazione – continua – per sapere dalla Giunta quali azioni intenda intraprendere per risolvere il problema”.

“Al di là delle buone intenzioni e delle parole del presidente De Luca di voler trasformare il litorale flegreo domitio in una nuova Rimini – conclude Malerba – credo che sia più concreto far ripartire i lavori per non condannare quest’area nella Calcutta del Sud”.