Ricostruito il duplice omicidio che ha avviato la terza faida di Scampia. Ecco i dettagli ed i nomi

Ricostruito il duplice omicidio che ha avviato la terza faida di Scampia. Ecco i dettagli ed i nomi

Napoli. Nella mattinata odierna, la Squadra Mobile di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di otto esponenti del clan camorristico della “Vanella Grassi”, ritenuti responsabili, dei reati di duplice omicidio premeditato, sequestro di persona, distruzione di cadavere, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, delitti tutti aggravati dall’art. 7 della legge n. 203/91. Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito di ricostruire il contesto criminale, il movente diretto, ed ogni rilevante circostanza in ordine al duplice omicidio perpetrato ai danni di STANCHI Raffaele, detto Lello Bastone, e MONTO’ Luigi.

In data 9 gennaio 2012, in località Melito di Napoli, all’interno del bagagliaio di una Fiat Punto, risultata rubata, vennero rinvenuti due cadaveri carbonizzati, successivamente identificati grazie al DNA nei pregiudicati STANCHI Raffaele e nel suo uomo di fiducia MONTÒ Luigi, entrambi organici al gruppo criminale denominato ABETE — ABBINANTE, operante nell’area Nord di Napoli. Il grave episodio criminale, ricostruito nel dettaglio attraverso i numerosi riscontri investigativi alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia ha segnato, per come indicato da Giudice nel provvedimento cautelare, l’inizio della cosiddetta terza faida di Scampia, esplosa tra il 2012 ed il 2013, allorché la “Vanella Grassi”, capeggiata da MENNETTA Luigi, MAGNETTI Fabio e GUARINO Rosario, in stretto vincolo di alleanza con la famiglia MARINO, dominante sulle CASE CELESTI, decise di intraprendere una guerra avverso la famiglia ABETE-NOTTURNO-ABBINANTE. La decisione di uccidere STANCHI RAFFAELE venne assunta perché costui, uomo di fiducia di ABETE Arcangelo e gestore della remunerativa piazza di spaccio del LOTTO P (le cosiddette Case dei Puffi, vera cassaforte del gruppo), era un obiettivo strategico. Il delitto venne deciso ed eseguito quindi allo scopo di interrompere il flusso finanziario della famiglia ABETE ABBINANTE NOTTURNO. In tale momento la VANELLA GRASSI, pur essendo formalmente alleata degli ABETE NOTTURNO ABBINANTE, pose le basi per la futura confederazione VINELLA-LEONARDI-MARINO, che sarà la protagonista vincente della faida 2012-2013 contro gli ABETE-NOTTURNO-ABBINANTE.

La ricostruzione del delitto è stata operata dagli inquirenti, sulla scorta delle preziose dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia, e da uno dei capi della Vinella Grassi, GUARINO ROSARIO, dichiarazioni confortate da numerosi riscontri sia di tipo dichiarativo, sia tecnico-scientifico (rilievi, esami). L’azione criminale venne realizzata, attraverso diverse fasi esecutive, caratterizzate dalla progettazione ed esecuzione del sequestro di persona delle vittime, a Villaricca, dal trasporto dei prigionieri presso l’abitazione di MATUOZZO Carlo a Marianella, qui detenute per essere sottoposte ad un interrogatorio pressante allo scopo di far rivelare allo STANCHI dove si trovassero alcuni milioni di euro che lo stesso conservava per ABETE ARCANGELO. Infine dalla brutale eliminazione delle vittime, con la distruzione dei corpi e delle tracce dell’omicidio, mediante l’incendio dell’auto abbandonata con a bordo i cadaveri, nel Comune di Melito, allo scopo di allontanare i sospetti dalla Vinella Grassi e far ricadere la responsabilità del delitto sul clan AMATO PAGANO. Ad eccezione del noto ACCURSO Umberto, figura apicale ed attuale reggente della “Vinella Grassi”, latitante dal maggio del 2014, gli altri destinatari del provvedimento restrittivo sono già detenuti per altra causa.

Particolare risalto, nel provvedimento cautelare, è dato alla figura dei due cugini di Mennetta Antonio, MAGNETTI FABIO ed ACCURSO UMBERTO; il primo quale killer freddo e spietato che ha materialmente premuto il grilletto, esecutore della decisione di uccidere, che- quale capo della Vinella- aveva concorso a pronunciare; il secondo quale partecipe ad un omicidio che ha segnato anche il suo battesimo del fuoco e che caratterizza anche l’inizio della sua parabola da gregario a dirigente della Vinella Grassi.

I NOMI DEL PROVVEDIMENTO ODIERNO: Mennetta Antonio  cl.85; Magnetti Fabio cl.89; Barone Francesco cl. 79; Aruta Luigi cl. 87; Grazioso Alessandro cl.85; Castiello Ciro cl. 90; Zaiono Edoardo cl 75; Accurso Umberto cl 92.