Rapinatore giuglianese si difende: “Guadagno 1000 euro al mese. Rubo per sfamare i figli”

Rapinatore giuglianese si difende: “Guadagno 1000 euro al mese. Rubo per sfamare i figli”

Giugliano. Il rapinatore giuglianese che l’altra volta ha provato a svaligiare le poste di Ogliara, in provincia di Salerno, si è difeso dinnanzi al gip: «Sono tartassato dai debiti, ho due figli e a volte mi capita di non avere i soldi neanche per comprare da mangiare. Guadagno 1.046 euro al mese e non riesco a sostenere tutte le spese». Aldo Ciccarelli, questo il suo nome, ha ammesso i suoi reati ma confessa di averlo fatto solo per racimolare qualcosa di denaro sufficiente ad arrivare a fine mese.

Come riporta Il Mattino, al gip Piero Indinnimeo che lo ha interrogato assieme al suo complice in carcere, Ciccarelli ha raccontato la sua storia fatta di privazioni e disagio sociale. Ha dichiarato di aver convinto lui il suo amico Vincenzo Poziello Miraglia, carrozziere saltuario, ad accompagnarlo a Salerno, dove in passato aveva lavorato e dove, soprattutto, «nessuno ci poteva riconoscere».La scelta di venire a Salerno è stata dunque soltanto dettata dalla necessità di andare in luogo dove non potessero essere conosciuti.

Una sincera ed “appassionata” autodifesa, dunque, quella di Ciccarelli, spaventato ora di perdere il lavoro. Lui, dipendente di una agenzia di riscossione dei tributi di Napoli, ha voluto precisare al gip: «vi prego, dotto’ … non mi fate perdere il posto di lavoro, solo questo mi resta… non saprei come fare». E poi ha aggiunto: «alla signora non abbiamo fatto nulla di male, l’abbiamo vista spaventata e le abbiamo dato anche un bicchiere d’acqua. Non abbiamo neanche tirato fuori la pistola».

L’organizzazione. Il tutto sarebbe stato organizzato a stretto giro, proprio perché il tutto era dettato dalla necessità di racimolare qualcosina di denaro. La scelta di Ogliara perché era l’unico quartiere che Ciccarelli, 49 anni, conosceva. I fatti contestati ai due giuglianesi risalgono a lunedì scorso. Per gli investigatori quella tentata rapina, fallita nel momento stesso in cui la coppia aveva messo in atto la propria strategia, aveva avuto clamore di cronaca perché la quarta in sei giorni solo a Salerno. E con modalità preoccupanti visto che, per mettere in pratica il loro piano criminale, i due avevano sequestrato la direttrice. Un sequestro sul quale la stessa vittima, in sede di interrogatorio, aveva gettato acqua sul fuoco spiegando come i due si erano comportati da gentiluomini.

I fatti. In pratica i due, giunti dinanzi all’ufficio postale alle 7.45, videro la donna che apriva l’ufficio, la presero sotto il braccio e la portarono dentro, chiedendole di disattivare l’allarme e aprire la cassaforte. Un passante, resosi conto che all’interno delle Poste vi era qualcosa che non andava, sentendo anche la donna urlare, ha allertato la centrale operativa della Questura di Salerno: in una manciata di secondi sono giunte sul posto le pattuglie della sezione Volanti, agli ordini del vicequestore Rossana Trimarco, che erano già in zona, impegnate in attività di prevenzione e controllo del territorio. Gli agenti hanno colto in flagranza i due rapinatori, impedendone la fuga.

Fonte: Il Mattino