Rapina tra Giugliano e Parete, fermati dai carabinieri i due malviventi. VIDEO

Rapina tra Giugliano e Parete, fermati dai carabinieri i due malviventi. VIDEO

Fermati dai carabinieri guidati dal capitano Antonio De Lise i due malviventi che tre giorni fa avrebbero rapinato violentemente una signora di Qualiano della sua auto sulla strada provinciale tra Giugliano e Parete. I due presunti rapinatori sono attualmente in stato di fermo presso la Caserma della Compagnia di Giugliano.

Si tratta di un 66 enne ed un 43 enne, entrambi residenti in Qualiano, gravemente indiziati di aver commesso una rapina aggravata ai danni di una donna.  Le indagini sono partite, lo scorso 3 febbraio, immediatamente dopo un’ efferata rapina commessa ai danni di una donna. Quest’ultima percorreva a bordo della sua autovettura Ia via Tre Ponti a Parete, quando i rapinatori, che la seguivano con Ia loro auto, per indurla a fermarsi, tamponavano l’auto.

Immediatamente dopo, uno dei due rapinatori estraeva con inaudita violenza la donna dall’autovettura e, dopo averla scaraventata in terra, si impossessava dell’auto. La donna, rialzatasi, si aggrappava allo sportello dell”auto per impedirne Ia sottrazione ma il rapinatore, incurante, non esitava a trascinarla finche la stessa non cadeva sull’asfalto esamine.

La donna, soccorsa da automobilisti di passaggio, riportava lesioni che Ia costringevano al ricovero ospedaliero.  La sequenza criminosa, ripresa da una telecamera di videosorveglianza, ha avuto larga diffusione nella rete e ciò ha originato un grave allarme sociale anche in considerazione del non rilevante valore dell’autovettura sottratta.

La recrudescenza di gravi episodi di criminalità predatoria – di frequente accompagnata da condotte violente nei confronti delle vittime – ha indotto Ia Procura della Repubblica di Napoli Nord ad arricchire Ia strategia investigativa attraverso ulterior’ forme di intervento e di coordinamento con le forze di polizia anche al fine di ottenere una maggiore collaborazione dei cittadini.

LEGGI ANCHE: ECCO COME FUNZIONA LA TECNICA DEL “FINTO INCIDENTE”