Primarie, tensioni tra pro e anti-bassoliniani. Scontro tra Palma e Paolucci

Primarie, tensioni tra pro e anti-bassoliniani. Scontro tra Palma e Paolucci

Napoli.  Si riunisce oggi il “comitato delle primarie” per esaminare il ricorso bis di Bassolino. L’ex governatore chiede di annullare il voto nei seggi finiti nel video di Fanpage, il che significherebbe ribaltare il voto delle primarie perché a vincere sarebbe Bassolino e non più la Valente.

Intanto tra i sostenitori dell’uno e dell’altra si è scatenato un forte botta e risposta. La deputata Giovanna Palma ha lanciato stoccate a Bassolino e ai suoi sostenitori tra cui Massimo Paolucci. “Francamente non riconosco più in Antonio Bassolino l’uomo corretto e leale che in passato ha dimostrato di essere. Probabilmente ha cambiato consiglieri, affidandosi all’on. Paolucci che a Giugliano ad esempio ha dimostrato grande slealtà nei confronti del Pd alle scorse elezioni. Bassolino rinunci ai cattivi consiglieri”.

Paolucci, contattato dalla nostra redazione, ha preferito non replicare direttamente alla Palma ma in una lettera inviata al Mattino a Claudio Velardi c’è una velata risposta anche alla deputata giuglianese. “Il “povero Antonio” è circondato da demoni che lo condurranno al martirio – scrive ironicamente – Nessuno di noi lavora per sfasciare, rompere o mortificare il Pd. Stiamo provando a dare una mano”. Dal lato opposto della Palma Michela Rostan agguerrita sostenitrice di Bassolino.

Il battibecco tra pro e antibassoliniani ha coinvolto anche il presidente dell’Anac Raffaele Cantone e Riccardo Marone l’avvocato che ha scritto il ricorso per l’ex sindaco. “Niente di penalmente rilevante, le primarie sono “un fatto privatistico” ha dichiarato il presidente dell’autorità anticorruzione. “Non se ne può più del tuttologo Cantone” è la replica di Marone. “Dimentica che è un alto funzionario pubblico. E non può fare politica. Come presidente dell’autority e prima ancora come magistrato dovrebbe pronunciarsi solo dopo aver letto le carte. È molto grave che un alto funzionario pubblico entri così a gamba tesa”.