Pizzo a Giugliano: gli imprenditori finalmente denunciano

Pizzo a Giugliano: gli imprenditori finalmente denunciano

Giugliano. Qualcosa sta cambiando nel perverso rapporto tra imprenditoria e camorra nell’area a Nord di Napoli. Due sono gli episodi di questo nuovo corso: l’arresto ieri del Partigiano alias Pasquale Granata per aver vessato uno stabilimento della zona Asi e le dichiarazioni rese in tribunale da tre imprenditori venerdì durante uno dei processi al Clan Mallardo.

L’Arresto. Gli uomini della Polizia hanno arrestato ieri con l’accusa di estorsione uno degli uomini storici del clan ben noto per i suoi modi sui generis che a quanto pare aveva preso di mira le aziende dell’area industriale di Giugliano con richieste estorsive: il suo repentino stop fa ben capire che le cose stanno cambiando.

Le confessioni. Ancora più importanti sono poi le dichiarazioni spontanee rese venerdì in tribunale in uno dei processi contro il clan Mallardo da tre imprenditori che hanno raccontato per filo e per segno quanto e come dovevano pagare Feliciano e i suoi. Quindicimila euro era la tariffa ad appartamento e una quota su ogni appalto pubblico. I tre imprenditori interrogati dai PM fino alle otto di sera hanno risposto per la prima volta alle domande ed hanno descritto le pressioni subite continuamente affinché dessero il dovuto al clan.

Il luogo di riscossione era come appurato dalle microspie la Broker Assicurazioni di Via San Vito dove i soldi venivano portati avvolti nei quotidiani del giorno. Uno dei costruttori ha raccontato di come non potendo più pagare la cifra pattuita le richieste estorsive si erano fatte sempre più frequenti e avevano coinvolto più persone che lo avvertivano di avere l’obbligo di passare da Feliciano.

Episodi questi che seppur iniziali e circoscritti segnano però un vero e proprio nuovo corso: era successo davvero raramente che imprenditori denunciassero in aula o alle forze di polizia quanto subito come parti lese dal clan Mallardo. Il pizzo della cosca per anni era stato inteso come una tassa “naturale” da pagare.

Forse però l’azione senza precedenti della Procura contro il clan e la fine di alcuni pezzi da novanta della camorra stanno permettendo un cambio di rotta.