Pistole e frasi di Gomorra, ecco come agiva la banda dei rapinatori di Giugliano

Pistole e frasi di Gomorra, ecco come agiva la banda dei rapinatori di Giugliano

Giugliano. Una banda violenta, ben organizzata e senza scrupoli. E’ quanto emerge dall’inchiesta dei carabinieri che stamani ha portato all’arresto di 19 persone, quasi tutti giuglianesi. Tutti i colpi erano studiati infatti nei minimi dettagli, con sopralluoghi ed il supporto di un basista. Quasi tutte le azioni erano pianificate come rapina, ovvero mettendo in conto di voler immobilizzare e terrorizze le vittime con pistole e fucili.

In un caso la basista è risulta essere una parente della vittima. Una delle indagate, giovanissime, è accusata infatti di aver partecipato al colpo in casa della sorella della nonna, dove furono asportati 16mila euro tra contanti, gioielli e monili.

La banda si ispirava però anche alla seria televisiva Gomorra. Molte frasi usate da Genny Savastano ed altri sono spuntate infatti dalla intercettazioni. In particolare durante la rapina al bar peccati divini a giugliano, i balordi chiesero una spremuta d’arancia proprio usando le frasi del film e relativa parodia.

Oggi nella retata dei carabinieri di Casal di Principe è finita un’intera famiglia. A organizzare i colpi era il 56enne Pasquale Cuciniello (in foto) di Giugliano, aiutato dalla moglie di 51 anni Carmela Cigliano, dal figlio 24enne Luigi e dai mariti delle due figlie; ai singoli colpi, è emerso, hanno preso parte di volta in volta varie persone, per lo più ragazzi di 20 anni residenti tra Mugnano e Villaricca.