Parma – Ancona, aperta inchiesta sullo 0 -2: anomalie a Mugnano e Arzano

Parma – Ancona, aperta inchiesta sullo 0 -2: anomalie a Mugnano e Arzano

E’ bufera sulla partita Parma – Ancona di Lega Pro finita 0 a 2. Il boom di scommesse sospette registrato nel quartiere di Monteruscello, Pozzuoli, roccaforte criminale del clan Longobardi-Beneduce, è arrivato sulle scrivanie dei Carabinieri.

I militari dell’Arma ieri hanno acquisito le matrici dei tagliandi vincenti, avviato i controlli antiriciclaggio sulle vincite superiori ai tremila euro e ascoltato alcuni noti pregiudicati della zona flegrea. L’ipotesi investigativa è che dietro le scommesse ci sia una “combine” con l’ombra del clan della camorra. Un flusso anomalo di puntate è stato registrato anche in diversi centri scommesse di Licola, Mugnano e Arzano per una vittoria fuori casa, quella dell’Ancona, ultima in classifica, che era data 16 a 1.

Alle 19.44 di sabato scorso, infatti, da Pozzuoli è partita una telefonata con la quale il responsabile locale dei tre centri di scommesse Intralot, Dario Lubrano, segnalava al responsabile trading Italia della società di betting la presenza di “strani personaggi fuori la sede di Licola, sul litorale domitio-flegreo, che chiedevano con insistenza di puntare 100 euro a testa sulla vittoria secca dell’Ancona”, con un gol nei minuti di recupero.  In quel preciso momento il server nazionale della Intralot segnalava un warning: in alcuni punti scommesse di Mugnano e Arzano c’erano già decine e decine di puntate strane su quella partita. Sintomo evidente che qualcosa non quadrava.

“Ho capito che ci trovavamo di fronte ad uno strano aumento di giocate che ci avrebbe portati a subire danni economici ingenti – ha dichiarato Lubrano -, con il rischio di chiudere in perdita il mese. Ho tutelato i miei dodici dipendenti, l’azienda per la quale lavoro e ho rispettato tutte le regole”.

Di fronte alla chiusura dei terminali per il rischio che saltasse il banco delle scommesse, in tanti hanno cercato espedienti per puntare lo stesso sulla partita: “Quando abbiamo chiuso la raccolta in molti hanno protestato e provato ad eludere i controlli fatti dagli operatori ai terminali delle casse, usando il prenotatore online. Sperando di farla franca, hanno prenotato la giocata sul monitor touch del computer e portato alla cassa la ricevuta del codice a barre che diventa effettiva solo dopo che il lettore l’ha registrata. Qualcuno è riuscito a fregarci, ma moltissimi li abbiamo fermati in tempo”.

L’Ancona, una sola vittoria in trasferta su 16 partite e reduce da cinque sconfitte di fila, era quotata tra 65 e 110 volte la puntata nei listini Sisal, Bwin, Betclic, 888 Sport e Unibet. Già nelle ore successive al match, sui social network erano circolate illazioni sulle scommesse, immediatamente stroncate dal direttore sportivo gialloblu Roberto Faggiano: “Non mettiamo in dubbio la serietà di squadra e società, su questo non ci sto. Sono uscite dei post che non mi hanno fatto dormire, la società è stata attaccata per illazioni pesantissime e qualcuno pagherà per questo, stiamo pensando anche di rivolgerci alla polizia postale”.

Il caso diventa anche politico e arriva nelle aule del Parlamento. “L’anomalo flusso di scommesse sulla partita Parma – Ancona, con vincite record a Pozzuoli, in provincia di Napoli, getta un’ombra di gravi illegalità sul mondo del calcio di Lega Pro e su quello delle stesse scommesse” scrive il senatore di Forza Italia Franco Cardiello che annuncia “un’interrogazione a risposta urgente ai ministri della Giustizia e dell’Interno.