Omicidio stradale, fermato il figlio di un noto boss

Omicidio stradale, fermato il figlio di un noto boss

Castelvolturno. Nella tarda serata di ieri la Polizia Stradale di Caserta ha eseguito il fermo di Giuseppe Taurino, un giovane 21enne di Mondragone ritenuto responsabile del reato di omicidio stradale con omissione di soccorso verificatosi lo scorso 14 marzo sul tratto della statale Domiziana nel comune di Castelvolturno. La vittima era un 41enne di nazionalità indiana intento ad attraversare la strada.

Le indagini avviate tempestivamente in seguito all’incidente si sono svolte attraverso una complessa e laboriosa ricostruzione dei fatti con raccolta di informazioni ed estrapolazione di filmati delle telecamere installate nei pressi del luogo dell’evento. E’ grazie alla visione dalle immagini acquisite, infatti, che si è identificato inizialmente il tipo di autovettura, ossia una Renault  Scenic-Megane, di cui tuttavia non risultava visibile la targa d’immatricolazione.

Con l’ausilio del personale del I° Reparto Volo della Polizia di Stato di Pratica di mare veniva rinvenuta una carcassa di una vettura, incendiata, in uno spiazzo incolto a ridosso di alcune abitazioni del centro abitato di Castel Volturno. L’autovettura Renault modello Scenic-Megane, da ulteriori accertamenti risultava oggetto di furto denunciato presso il Comando Stazione Carabinieri di Castel Volturno proprio lo stesso giorno, poco dopo l’investimento del pedone. Ulteriori accertamenti e riscontri presso le banche dati del Ministero dell’Interno consentivano di risalire alle persone che, nelle fasi dell’incidente,  viaggiavano a bordo dell’autovettura incriminata, priva di revisione ed assicurazione obbligatoria. In particolare il passeggero, amico di infanzia dell’investitore, rintracciato dagli agenti della polizia stradale, ha fornito tutte le indicazioni utili a ricostruire l’accaduto e le responsabilità penali di Giuseppe Taurino, un giovane ventunenne di Mondragone, figlio di un noto boss della zona, con precedenti per  resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale.

Il ragazzo, dopo aver provocato la morte del cittadino indiano, ha proseguito la corsa e si è dato alla fuga omettendo di soccorrere il malcapitato. La vittima dell’incidente soggiornava in Italia da oltre quindici anni ed orbitava nella zona di Pescopagano dove, grazie anche al suo carattere mite, si guadagnava da vivere effettuando piccoli lavori di giardinaggio nelle abitazioni della zona oppure, durante la stagione estiva, presso lidi balneari del litorale domizio. Al termine degli atti di rito il giovane è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.