Omicidio Stara, il retroscena della guerra tra i Luongo e i Barbato per il controllo di Salicelle

Omicidio Stara, il retroscena della guerra tra i Luongo e i Barbato per il controllo di Salicelle

Afragola. L’omicidio di Daniele Stara ripropone scenari inquietanti nella lotta di camorra che si sta consumando a nord di Napoli. Gruppi autonomi, scissioni interne, contrasti tra vecchi e “guaglioni” sulla gestione delle piazze di spaccio. Il rione Salicelle di Afragola contiene tutti gli elementi narrativi di una serie criminale stile Gomorra. Peccato che si tratti della realtà. Ma l’omicidio di ieri sera a Piscinola è solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di agguati e omicidi.

Il punto di svolta avviene nel 2014, quando vengono ammazzati Aniello Ambrosio, Ciro Scarpa, Vincenzo Montino, Stefano Forte e Gennaro Caliendo. Una lunghissima scia di sangue che consacra l’ascesa di un nuovo gruppo criminale, interno al clan Moccia, guidato da Nicola Luongo e il giovane ras Mariano Barbato.

Tutto nella norma, sembrerebbe, secondo le logiche camorristiche: un nuovo sodalizio che si fa spazio per affermare la propria egemonia in un rione. Sennonché con l’arresto di Nicola Luongo le cose precipitano. Mariano Barbato, insieme a fratelli Aniello e Carlo, scalpita, prende le distanze dall’anziano, Luongo, e dai suoi sodali. Comincia ad estendere i propri affari, a radicarsi con le estorsioni nei territori di Afragola e Cardito. Finché non si arriva al muro contro muro. Vecchi sodali, costola del clan Moccia, e i guaglioni dei Barbato-Bizzarro, tra i quali forse c’era anche Daniele Stara. Secondo le risultanze investigative, i primi non volevano avere a che fare con lo smercio di droga, attività sulla quale si sarebbero invece tuffati i Barbato.

I motivi di contrasto aumentano nel giro di pochi mesi, finché non si consuma una definitiva scissione all’interno dei Luongo-Barbato che sposta gli equilibri criminali nella gestione degli affari illeciti a favore del secondo. In quest’ottica deve essere letto il blitz di marzo scorso che ha portato all’arresto di tre affiliati al  Barbato per detenzione di esplosivi e droga. Giuseppe Sasso, 20 anni, detto “0 Nennillo“, che aveva assunto il ruolo di leader del Gruppo, dopo l’ arresto dei fratelli Barbato,  Maria Bizzarro, 30 anni, e Carlo Bizzarro, 20. Armi e droga: questo il potere del nuovo clan.

Ora al vaglio degli inquirenti ci sono le intercettazioni telefoniche captate all’interno delle abitazioni dei fratelli Barbato e di Nicola Luongo. L’omicidio di Daniele Stara sarebbe solo l’ultimo atto di questa guerra di camorra scoppiata alle porte di Napoli. Il ragazzo sarebbe stato seguito dalla provincia fino a Piscinola. Meno probabile, ma non è da escludere, è invece la pista che conduce ad un’altra guerra di camorra, quella tra Walter Mallo e i Lo Russo nell’area nord del capoluogo, zona che però Stara pare frequentasse solo per incontrare la fidanzata.