Omicidio a Ponticelli, il retroscena: ecco perché Salzano è stato ucciso

Omicidio a Ponticelli, il retroscena: ecco perché Salzano è stato ucciso

Napoli. Forse una vendetta o un regolamento di conti dietro l’omicidio di Flavio Salzano, il 29enne freddato ieri a Ponticelli e latitante dal giugno scorso, quando era sfuggito al maxi-blitz contro i D’Amico al rione Conocal che aveva portato a 90 persone in manette e allo smantellamento di 11 piazze di spaccio.

Il retroscena. Salzano era considerato un capopiazza alle dipendenze dei ‘fraulella’. Il 29enne pare però avesse fatto carriera, tanto poi da passare nelle fila del clan dei De Micco, di cui era divenuto un esponente di spicco.  Forse proprio questo passaggio alla cosca rivale gli è costato la vita. Il cadavere di Salzano è stato ritrovato all’interno di un’auto in via Cupa San Michele. I killer lo hanno freddato con tre colpi di pistola. Sul posto è giunta poi la polizia che sta svolgendo le indagini per comprendere le ragioni di quest’ennesimo omicidio camorra.

Il quadro. I quartieri est di di Napoli sono al centro di una violenta e sanguinosa faida da di camorra per il controllo delle piazze di spaccio. Dopo lo sfilacciamento del clan Sarno, dissoltosi sotto il peso degli arresti e del pentitismo, a Barra e Ponticelli dominano i Cuccaro-Aprea, in conflitto, insieme ai De Micco, con il clan D’Amico.

Il clan D’Amico è considerato dagli inquirenti una “costola” ribelle del clan Sarno, che ha ha nel rione Conocal la sua roccaforte criminale. Circa 90 arresti hanno però piegato una cosca a struttura “matriarcale”, gestita da due donne, Nunziata D’Amico, sorella di Antonio e Giuseppe, e da Anna Scarallo, moglie di Antonio D’Amico. Nonostante gli arresti, però, i D’Amico avrebbero ripreso forza e l’omicidio del “girato” Salzano sarebbe l’ennesima dimostrazione di potere.