Napoli, stop a videopoker e slot in alcune fasce orarie. Gestori in rivolta

Napoli, stop a videopoker e slot in alcune fasce orarie. Gestori in rivolta

Napoli. Il Comune dichiara guerra al gioco d’azzardo e i gestori delle scommesse paventano la chiusura di molte aziende, con molti posti di lavoro a rischio. Una lotta “senza se e ma” quella intrapresa da Palazzo San Giacomo, per debellare il fenomeno dei videopoker e delle slot machine. Un’ordinanza sindacale entrata in vigore tre giorni fa punta a regolamentare il gioco, anche attraverso le sanzioni ai trasgressori. A partire dal 17 agosto – si legge nell’ordinanza – le sale gioco presenti nel territorio comunale non potranno rimanere aperte oltre le seguenti fasce orarie: dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 18:00  alle ore 23:00, festivi compresi.

Il titolare di ciascuna licenza potrà scegliere il proprio orario di esercizio entro i predetti limiti massimi, dandone preventiva comunicazione al Servizio SUAP del Comune. L’entrata in vigore dei nuovi orari, previsti dal Regolamento sui giochi leciti approvato dal Consiglio comunale, era stata rinviata con un’ordinanza sindacale in attesa che il TAR Campania si pronunciasse sulle richieste di sospensiva dei nuovi limiti orari, avanzate in dodici ricorsi presentati avverso il provvedimento stesso. Nuove fasce orarie anche per gli apparecchi come videolottery e slot machine, collocati negli esercizi pubblici e nei bar. Il gioco è consentito dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 20, tutti i giorni, compresi i festivi. «Multe salate – riprende l’ordinanza – sono previste per i trasgressori che possono arrivare fino alla chiusura degli esercizi».

I gestori delle sale da gioco si oppongono alle regole appena introdotte e chiedono un incontro al sindaco de Magistris ed all’assessore Enrico Panini. «L’ordinanza – si legge in una nota di Pasquale Chiacchio, presidente dell’A.G.S.I., l’associazione dei gestori delle scommesse – interpretata in maniera cosi restrittiva, risulta eccessivamente penalizzante per le aziende che operano nel mercato regolamentato dallo Stato, al quale versano ingenti somme sotto forma di imposte. Tutto il mondo che ruota intorno a tali attività (concessionari, gestori e lavoratori) è in grande fermento, in quanto sono fortemente a rischio i tanti investimenti e le migliaia di posti di lavoro. Chiediamo di uscire da questa situazione che ha messo in ginocchio tutto il settore legale delle scommesse». Anche le popolarissime “puntate” sulle partite di calcio – insistono i gestori – subiranno notevoli limitazioni, impedendo le tradizionali scommesse nelle tre ore che precedono l’orario d’inizio dei match di Serie A, quando sarà ripristinato il fischio d’inizio di molte gare alle 15.

L’assessore al Commercio Enrico Panini non ci sta e ribadisce il punto di vista dell’amministrazione comunale. «L’ordinanza – spiega Panini- dà applicazione al regolamento sul gioco lecito, di iniziativa consiliare, approvato unanimemente il 29 dicembre scorso dall’aula di Via Verdi. Lo stesso Tar della Campania l’ha ritenuta pienamente legittima, dopo la richiesta di sospensiva di 12 aziende. I tribunali amministrativi, d’altronde, riconoscono ai Comuni la titolarità per fissare gli orari. Le stesse case da gioco hanno avuto 8 mesi a disposizione per riorganizzarsi. Il gioco d’azzardo patologico sta producendo effetti disastrosi, anche documentati scientificamente sulle famiglie e sui minori, e noi abbiamo voluto farcene carico. La difesa della salute per il Comune – conclude Panini – è un imperativo irrinunciabile».

fonte: Il Mattino