Napoli, sesso in piazza San Domenico: fermata la ragazza. “Neanche con Totò Riina”

Napoli, sesso in piazza San Domenico: fermata la ragazza. “Neanche con Totò Riina”

Sesso orale in piazza San Domenico, individuata e fermata la ragazza protagonista del video che ha fatto il giro del web nello scorso week end. La polizia è intervenuta questo pomeriggio al centro storico ma le modalità del fermo stanno facendo discutere.

A darne notizia sono gli attivisti del centro sociale Ex Opg occupato ‘Je so pazzo’. “Urgente: facciamo girare! Siamo a piazza San Domenico, tranquilla e, come al solito, frequentata sera d’estate. Improvvisamente si fermano tre moto della polizia di stato, altre dei falchi, accerchiano due ragazzi. Non capiamo: i due effettivamente, come tutti noi, erano in piazza tranquilli. Ci avviciniamo, e come noi tante altre persone incuriosite da quanto stava succedendo senza alcuna spiegazione. Si svela il mistero: sono la “famosa” coppia che qualche giorno fa appariva in un video mentre facevano sesso a piazza San Domenico.”

“I presenti – continuano gli attivisti – iniziano a protestare, non c’è alcun motivo per cui i ragazzi sono bloccati da mezz’ora e per cui si richiede l’intervento di due volanti! A quel punto iniziamo a chiedere spiegazioni, qualcuno inizia a riprendere la scena. La polizia innervosita toglie il telefono dalle mani di alcuni ragazzi, intima di lasciare i documenti, di andarsene. DA UNA PUBBLICA PIAZZA! Ci dicono di andarcene, visto che non siamo degli avvocati e che, anzi, siamo quelli dei “centri sociali”‘…e abbiamo le nostre “strane idee sulle forze dell’ordine”. Noi, e tanti altri cittadini, semplicemente chiedevamo, senza risposta, una motivazione plausibile per tutto quanto ci stava passando davanti agli occhi…si caricano la ragazza in macchina, neanche fosse Toto’ Riina, nella follia più totale. A Napoli, dove cento metri più su e centro metri più giù dalla piazza, si spara, in pieno giorno, di notte, quando qualcuno lo decide…Un abuso bello e buono, ma sono queste le priorità della città? È questa – concludono gli attivisti di ex Opg – la maniera di “gestire” i territori che hanno in mente le autorità? Non possiamo accettare niente del genere, facciamo circolar la notizia!”